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Cosenza «volge lo sguardo al cielo» e saluta Federico, Mario e Paolo

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Celebrati i funerali di tre dei ragazzi morti nell’incidente stradale di sabato notte. I sacerdoti “Sentiamo la terra crollare sotto i nostri piedi”

Il gonfalone del liceo scientifico Enrico Fermi è retto a turno dagli studenti. Un nastro nero in segno di lutto si confonde nel tricolore e scivola sulla bara bianca di Federico Lentini. È lui il più piccolo dei quattro ragazzi morti nella notte tra sabato e domenica nell’incidente stradale avvenuto poco dopo la mezzanotte sulla “Silana-Crotonese”. Tra qualche giorno avrebbe compiuto la maggiore età, se lo ricordano bene gli amici che nella chiesa del “Santissimo Crocifisso” lo hanno raggiunto per l’ultimo saluto. Parenti e amici si stringono intorno alla famiglia Lentini per l’ultima volta. Lo stesso fanno con i cari di Mario Chiappetta e Paolo Iantorno, la cui cerimonia funebre è stata celebrata nella chiesa del “Cristo Re”. Gli zaini di una giornata di scuola sono vuoti, c’è solo angoscia e senso di smarrimento nelle facce di chi è seduto tra i banchi delle due chiese. «La Parola di Dio deve essere un riferimento saldo, fra lo stordimento degli eventi. La presenza di tutti gli amici, i compagni e i familiari ci fa celebrare il ricordo di Federico e i momenti di tutti i suoi giorni – ha detto durante l’omelia Padre Antonello -. Questo è un momento che uno non si può immaginare e per il quale non si è mai preparati. Gesù ci invita a non piangere, lui è il motivo per il quale riusciamo ad andare avanti per essere chiamati alla vita vera». Dello stesso tono le parole di don Luca Perri, pronunciate durante i funerali di Mario e Paolo. «È un momento difficile per tutti noi. Abbiamo bisogno di alzare sguardo a Dio. Nessuno può dirsi forte dinanzi alla morte, ma mai come oggi ci sentiamo tremare la terra sotto i piedi. Stiamo facendo qualcosa di innaturale. Paolo e Mario appartenevano a tutti noi, non solo a genitori e amici ma a tutta la città. Come dobbiamo salutarli? Gesù non ha parlato del dolore umano ma l’ha vissuto. La morte rimane sempre insensata ma Gesù l’ha fatta sua. Ecco la necessità di volgere lo sguardo a Cristo. Ci faremo delle domande e tutti sappiamo che nn c è una risposta. Non esiste il fato. Ci sono situazione che sfuggono alla nostra volontà. La vita di questi ragazzi non si misura negli anni. Davanti a Dio godranno della pienezza della vita. Ora per chi rimane chiediamo a Dio la sua consolazione». Aspettano invece i risultati dell’autopsia i familiari di Alessandro Algeri per celebrare l’ultimo saluto. Il ragazzo, era alla guida della Volkswagen Polo a bordo della quale si trovavano tutti quando è avvenuto l’incidente. Avuti gli esiti, disposti come da prassi dal pubblico ministero, il corpo del giovane ballerino sarà restituito ai suoi cari.

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