Dom. Mag 9th, 2021

“Se i boss sperano ora di uscire dal carcere, addirittura potendo far causa allo Stato italiano per ingiusta detenzione, è perché l’Europa continua a mostrare indifferenza per le mafie, salvo poi sdegnarsi quando queste “eccedono” al di fuori dei confini italici, come avvenne per la strage di Duisburg operata dalla ‘ndrangheta in terra tedesca. Si dovrebbe lavorare affinché la nostra legislazione antimafia venga recepita da altri ordinamenti nazionali, in attesa di una normativa europea contro la mafia. Invece la CEDU, cioè una corte europea di giustizia, vuole impedire che l’ergastolo -senza possibilità di alcun alleggerimento, di alcun beneficio, di alcuno sconto di pena- possa indurre mafiosi ad accettare la possibilità di collaborare con lo Stato, diventando fonti informative importanti per sconfiggerei sodalizi mafiosi. E, di fatto, bocciando l’ergastolo ostativo, si delegittimerebbe il regime carcerario del 41 bis, che, ci tengo a precisarlo, non è carcere duro, inumano, bestiale, come ci si vorrebbe fare credere, ma un regime carcerario in cui le possibilità di comunicare all’interno ed all’esterno dell’istituto di pena sono rigorosamente controllate, al fine di impedire che il detenuto possa continuare a relazionarsi con l’organizzazione di cui era parte. Questo intervento sull’ergastolo ostativo rappresenterebbe un colpo straordinario anche alla memoria di chi, come Falcone, come Borsellino, come Caponnetto, aveva capito l’eccezionalità della lotta alla mafia, non una normale associazione a delinquere, ma un’associazione meritevole di un trattamento del tutto particolare grazie al 416 bis che appunto istituiva il reato specifico. Se questo in Europa non si capisce, tanta gente di mafia ringrazierà. Altro non voglio aggiungere”. Lo scrive su fb il presidente della commissione antimafia Antimafia Nicola Morra.

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