FIDUCIA MINISTRI: IN TESTA FRANCESCHINI, DI MAIO SESTO

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Parte in salita l’indice di fiducia del neo governo Conte. Questo è sostanzialmente il responso del monitoraggio ‘Minister Monitor’ realizzato su un campione di 1000 persone di entrambi sessi di tutte le regioni italiane da ‘Euromedia Reasearch’ guidato da Alessandra Ghisleri, in collaborazione con Klaus Davi, mediante interviste telefoniche attraverso metodologia C.A.T.I. (Computer Assisted Telephone Interviewing), C.A.M.I. (Computer Assisted Mobile Interviewing) e C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interviewing). I dati, aggiornati alla prima metà di ottobre, vedono in testa alla graduatoria della Fiducia Dario Franceschini (Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; PD), che si riconferma traino della classifica come era già accaduto con il governo Gentiloni, totalizzando un indice di fiducia del 38,2. Molto lontano dalle percentuali conquistate da Matteo Salvini durante il suo governo, che avevano raggiunto un indice di fiducia anche di 55. A seguire, staccato di 5 punti, Sergio Costa (Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; M5S) con 33,1, che guadagna 3,6 punti rispetto alla precedente rilevazione di aprile ‘19. Terza Luciana Lamorgese (Ministro dell’Interno; Tecnico) a quota 32,8. Appena giù dal podio Alfonso Bonafede (Ministro della Giustizia; M5S) a 29,3: per lui, presente ad aprile 2019, un impercettibile calo di 0,3 punti. Di poco sotto, Teresa Bellanova (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; PD) quinta a 29,0. Fuori dalla top five è Luigi Di Maio (Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; M5S), che perde 10,1 punti rispetto all’ultimo resoconto, scendendo a un indice di fiducia di 25,7 punti. L’ex vicepremier si può consolare con l’indice di popolarità più alto, a 95,0, di poco superiore (+0,4 punti) rispetto ad aprile. Guadagna invece 4,4 punti Riccardo Fraccaro (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; M5S), settimo a 24,0. Ottavo Lorenzo Fioramonti (Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca; M5S) che, con un indice del 23,7, precede d’un soffio Roberto Gualtieri (Ministro dell’Economia e delle Finanze; PD), nono a 23,6. Chiude la top ten Roberto Speranza (Ministro della Salute; LEU) quotato a 23,3. Non rientrano tra i primi dieci ministri di peso come Paola De Micheli (Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; PD), quattordicesima a 21,1, e Francesco Boccia (Ministro per gli Affari regionali e Autonomie; PD), undicesimo a 22,9. Sedicesimo invece Stefano Patuanelli (Ministro dello Sviluppo Economico; M5S), con 20,3 punti di fiducia, alle prese con numerose crisi aziendali come Whirlpool e Carrefour a Crotone.

«Travolti dalle urgenze dell’agenda istituzionale, forse alcuni ministri hanno un po’ trascurato una comunicazione mainstream – osserva il giornalista e massmediologo Klaus Davi – cosa che invece andava fatta per spiegare agli italiani la ratio di questa nuova alleanza, che ha anche delle ottime ragioni ma sono state spiegate male o sovrastate da risse. La  contrapposizione poi non aiuta, anzi semina sfiducia e distacco e i dati potrebbero ulteriormente peggiorare se non ci sarà uno stop – ammonisce Klaus Davi – Va detto anche che in alcuni casi, come quello di una persona competente come il Ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola (18° con 17,3), gioca un ruolo importante l’impopolarità delle istituzioni europee che si riversano inevitabilmente sul percepito del dicastero di riferimento italiano». Il consiglio? «Questi dati dovrebbero suggerire più umiltà e un maggiore sforzo di trasparenza verso i cittadini», ha concluso Davi.

 

 

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