Sab. Ott 16th, 2021

Una delle perdite più laceranti della Calabria della mia infanzia è di sicuro il silenzio. Difficile che un giovane d’oggi riesca a cogliere il fascino di quella strana sinfonia che in quel tempo lontano si avvertiva in special modo la sera e all’alba. Vincenzo Cardarelli in una bellissima poesia intitolata “Estiva” scolpisce così una mattina d’estate di molti anni fa: “Ci si sveglia come in un acquario”.

Quando sul finire dell’adolescenza, mi trasferii con la famiglia dal mio paesino silenzioso in città, avvertii subito la molestia del rumore, ma la consideravo come un obolo da pagare al progresso in cui mi sentivo immerso. Oggi la mancanza di silenzio in certe giornate diventa uno strazio. Non solo il frastuono del traffico. Se mi capita di entrare in un ristorante dove impera quella musica ritmata, ossessiva, è escluso che vi rimetta piede, anche nel caso in cui si serva un cibo di qualità. Ma si può mangiare bene in un ristorante con la musica? Mah.

Nei prossimi anni gli uomini, dovendo costruirsi una casa, non baderanno più al paesaggio, ma sono convinto che sceglieranno il silenzio con il suo mistero.

Agazio Loiero 

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