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LA MINORANZA CHIEDE ELEZIONI, OLIVERIO PRENDE ANCORA TEMPO

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Il coro dell’opposizione: «Il governatore fissi una data, vogliamo il voto subito». La risposta: «Non faccio strategia, prima va approvato il bilancio». Ma al momento della variazione per finanziare l’appuntamento elettorale l’opposizione non è in aula e salta il numero legale

Nell’aula consiliare di Palazzo Campanella il coro dell’opposizione domina la seduta: il governatore Oliverio deve fissare una data per le elezioni, che si devono svolgere il prima possibile. Dopo il dibattito preconsiliare sul Corap, i consiglieri di opposizione Claudio Parente, Giuseppe Pedà, Gianluca Gallo, Fausto Orsomarso, Domenico Giannetta e Domenico Tallini – che trovano una sponda nel “dissidente” della maggioranza Arturo Bova di ArticoloUno – declinano ciascuno a modo proprio il refrain delle ultime sedute consiliari. L’attacco frontale è contro il presidente Oliverio che, a loro giudizio, avrebbe già dovuto provvedere a stabilire il giorno nel quale i calabresi saranno nuovamente chiamati alle urne. Dai banchi della maggioranza, pur con qualche distinguo – principalmente ad opera di Bova e Guccione – la risposta è stata altrettanto corale: le elezioni si terranno senz’altro nei termini di legge e, comunque, dopo l’approvazione del Bilancio, ed è prerogativa unica del presidente della Regione stabilirne la data, sentiti il presidente del consiglio regionale e quello della Corte d’Appello.
«Peraltro – ha sottolineato lo stesso governatore nel suo intervento di risposta – se mi interessasse fare strategie e se stessi usando la data delle elezioni come espediente politico, la data sarebbe stata già fissata. L’opposizione la smetta con le farse, le lascino al giorno di carnevale e fuori da quest’aula: i calabresi hanno l’intelligenza per capire. Non si può bloccare l’attività del consiglio per sostenere ulteriormente tesi sentite e risentite su una presunta carenza di maggioranza».
Ironia della sorte, l’opposizione, dopo essere stata in aula per tutti gli altri punti all’ordine del giorno, ha abbandonato gli scranni di Palazzo Campanella proprio sull’ultimo argomento di discussione: la variazione di Bilancio finalizzata all’aumento di spesa proprio per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali. La trattazione di quest’ultimo punto, dunque, è stata rinviata per mancanza del numero legale.
In ogni caso, per la giunta guidata dal governatore Pd, il tempo stringe: le elezioni devono obbligatoriamente svolgersi entro il 26 gennaio. E il limite che la legge gli impone per la fissazione di una data, e dunque della partenza ufficiale della campagna elettorale, è di massimo 45 giorni antecedenti alle consultazioni. In parole povere, Oliverio dovrà obbligatoriamente indicare una data per le elezioni regionali entro il 19 di dicembre.
Approvati, invece, tutti gli altri punti all’ordine del giorno: norme per favorire la lettura in età prescolare, modifica della autorizzazioni per le costruzioni antisismiche, approvazione del rendiconto delle associazioni di tutela delle minoranze arbereshe, ellenofona e occitana, i debiti fuori bilancio riferiti a contenziosi persi dall’ente regionale e un progetto del Corecom per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui diritti dell’infanzia. (redazione@corrierecal.it)

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