LAMEZIA, SOFO BOCCIA PEGNA. «DEFINÌ SALVINI UN BULLO, LA LEGA NON PUÒ SOSTENERLO»

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Si complica la situazione nel centrodestra. Il candidato all’Europarlamento scova online dichiarazioni dell’aspirante sindaco. «Si è schierato con le Ong e Lucano, non possiamo tradire i nostri sostenitori»

«No al bullismo spocchioso di Salvini, salviamoli, salviamoci da un odio insensato e da una disumanità che ci rende tutti inevitabilmente e miseramente complici». Il web non perdona. E in questo caso colpisce l’alleanza di centrodestra alle Comunali di Lamezia e la scelta di Ruggero Pegna, il promoter che ha pronunciato la frase. Vincenzo Sofo, candidato all’Europarlamento, è uno degli uomini più vicini a Salvini. Ha scovato la frase e l’ha rilanciata con un messaggio chiarissimo, che mette in dubbio il sostegno della Lega all’impresario che ha da poco accettato la candidatura a sindaco. Pegna ha scritto il libro “Il cacciatore di meduse”, che racconta la storia di un piccolo migrante somalo. E, per la verità, il suo giudizio di merito sulle politiche del governo ai tempi in cui Salvini era ministro dell’Interno, è piuttosto duro (nell’articolo scovato online da Sofo): «C’è un partito che ha fondato i suoi consensi su campagne di odio contro uomini, usando soprattutto l’arma delle fake news e di falsi allarmismi. Prima i mostri erano i meridionali, inutili vagabondi e zavorre, e la battaglia era per la secessione; da quando qualcuno ha capito che senza i voti dei meridionali sarebbe ancora ad urlare “viva la Padania” con le corna dell’elmo vichingo in testa, i mostri sono diventati i migranti, neri e cattivi, i miseri e i profughi, trattati come cose».
Sofo riprende le frasi di Pegna e gliele rivolta contro sul proprio profilo social. «Credo – scrive – che la Lega calabrese debba rivedere la decisione di sostenere Ruggero Pegna a candidato sindaco di Lamezia. Siamo un movimento il cui leader Salvini si batte strenuamente per la difesa dei confini, contro le politiche immigrazioniste e il traffico di migranti, subendo per questo richieste di processi e accuse di sequestro di persona».
Per Sofo, «sostenere chi si è schierato pubblicamente in favore delle provocazioni delle Ong e del modello-Riace di Mimmo Lucano, definendo Salvini un “bullo spocchioso”, sarebbe un tradimento al nostro leader e ai nostri sostenitori. Alle europee 165.000 calabresi ci hanno votato implorandoci di portare anche in questa terra il cambiamento per il quale si batte Salvini in Italia. E noi dobbiamo offrire loro una classe politica nuova, che abbia la volontà e la capacità di battersi per esso». Insomma, i programmi del centrodestra lametino a questo punto si complicano. Nel nome dell’approccio alle politiche sulle migrazioni. Definire inadeguate quelle messe in campo da Salvini proprio non si può. Almeno secondo Vincenzo Sofo.

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