5 Dicembre 2020

Ringrazio per la gentilezza e la professionalità il dottor Galasso ed i suoi collaboratori per avermi ridato la vista dell’occhio destro.
Il pensiero che l‘ospedale di Locri possa essere chiuso, mi suscita un’incontenibile rabbia che è diventata furore da quando mi ci sono trovato da degente ed ho potuto vedere, per quanto concerne il personale, l’ospedale modello: silenzio assoluto, gentilissimi gl’infermieri, pulizia perfetta anche negli angoli più riposti, e medici bravissimi. E perciò mi sorge il sospetto del complotto, della volontà politica di distruggere la Calabria, un progetto che parte da lontano …
“Eliminiamo gli ammalati!”
Sta scritto nei Veda: “Nessun’arma può spegnere la vita che è in te. Nessun fuoco la può bruciare”. Evidentemente all’epoca la sanità italiana non era ancora nota altrimenti il poema sanscrito si sarebbe espresso diversamente. Comunque, non giustifico lo stesso tutto il chiasso per le deficienze della sanità, non capendo per qual motivo in questa fatiscente Italia che sta andando allo sfascio, la sola a dover funzionare sia proprio essa, specie in un periodo, poi, in cui è sottoposta a tagli che, per quanto mirati, e mirati purtroppo contro di noi, non sono certo chirurgici.
Nondimeno, vorrei spezzare non dico una lancia, ma almeno un più appropriato bisturi, a favore di certi ospedali che non sono, contrariamente a quel che si grida in giro, peggiori delle fogne, essendone al contrario di gran lunga migliori. Tant’è che parecchi topi lasciano le fogne per l’ospedale, ma non si sa di topi che lascino gli ospedali per le fogne. E poi, senza perderci in chiacchiere, diciamolo, sia pure brutalmente, che la colpa delle inefficienze della sanità è tutta degli ammalati che spesso ne pretendono miracoli e non apprezzano, nella maniera dovuta, la lungimiranza dei nostri governanti. I quali, avendo capito che eliminando i malati s’eliminano anche i problemi della sanità, agiscono di conseguenza insegnandoci, in pratica, che se soffriamo d’emicrania, il rimedio più logico è quello di tagliarci la testa. Per quanto riguarda poi noi in particolare, meno male che, grazie a Dio, ed in buona porzione al loro tarallo, i calabresi che scialano in salute superano di gran lunga quanti ne sono privi, altrimenti con gli ospedali privi di tutto che ci ritroviamo, la nostra popolazione finirebbe dimezzata. Ma del resto, cosa pretendere se, anni fa, alla nostra squinternata classe politica saltò in zucca di mettere a capo della sanità una signora il cui nome, Lo Moro, è chiaramente iettatorio, e le cui decisioni sono apparse altrettanto chiaramente cervellotiche?! Ancora ancora avrei capito se v’avessero intronato una “Lo Campo”, una “Lo Vivacchio”, al limite, una “Lo Agonizzo”, che una sia pure tenue speranza di guarigione l’avrebbero alimentata. Invece no, tacchete: Lo Moro. Che sarebbe come affidare la lotta alla droga al signor “Lo Sniffo”.

 

Mario Nirta fb

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