LOCRIDE AMBIENTE, I DIPENDENTI PRONTI A INCROCIARE LE BRACCIA

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Senza stipendio da 3 mesi, sciopereranno il 29 e 30 ottobreLa situazione di disagio degli operatori viene aggravata dall’inadempienza delle stazioni appaltanti

Dopo lo stato di agitazione arrivano due giorni di sciopero. In una nota a firma del coordinatore provinciale Slai-Cobas, Nazzareno Pipierno, viene data notizia che i lavoratori di Locride Ambiente hanno proclamato due giorni di sciopero per il 29 e 30 ottobre «non essendo al momento intervenuto alcun cambiamento idoneo a far venire meno le motivazioni poste a fondamento della protesta, nonostante l’effettuazione di una prima giornata di sciopero lo scorso 11 ottobre» .

La protesta riguarda i Comuni di Siderno, Grotteria, Motta San Giovanni, Marina di Gioiosa e Monasterace, a cui è stata inviata per conoscenza la nota indirizzata anche a Questura e Prefettura oltre alla stessa società. È rimasto, infatti senza esito il confronto svoltosi in Prefettura l’11 scorso «atteso che ad oggi, nonostante gli sforzi dell’Autorità di Governo, i lavoratori continuano ancora ad accreditare ben tre mesi di retribuzioni arretrate. Il tutto – dice Piperno – nell’assoluto silenzio dell’azienda che, sino ad oggi, non ha ancora fornito alcun elemento che possa far sperare in una inversione di tendenza e nel pagamento in tempi brevi di almeno una parte delle mensilità sin qui maturate».

La nota aggiunge che il disagio dei lavoratori viene aggravato dall’evidente inadempimento delle stazioni appaltanti con particolare riferimento ai Comuni di Grotteria e Siderno «che hanno del tutto omesso di attivare l’intervento sostitutivo ex art. 30 D.leg.vo n. 50/2016 richiesto dai lavoratori, nonostante il preciso obbligo posto a loro carico dalla indicata normativa. Al riguardo abbiamo già dato mandato ai nostri legali di agire giudizialmente contro le Amministrazioni inadempienti; passi obbligati non solo a tutela dei lavoratori ma anche per ripristinare un minimo di legalità visto che l’inadempimento di una Pubblica Amministrazione ad un preciso obbligo di legge, e quindi l’inadempimento proveniente da un soggetto che invece dovrebbe essere garante di legalità, è qualcosa che fa rumore e che più di altri merita di essere denunciato nelle aule di giustizia».

Sul piano sociale viene anche precisato che «l’odierna protesta, la cui motivazione principale è di carattere economico che tuttavia non rappresenta certo la sua unica causa, affonda le proprie radici, quindi, in un clima ormai insostenibile e nella necessità dei lavoratori di recuperare almeno un minimo di serenità sul luogo di lavoro nei confronti di un’azienda che continua a disconoscere, con i propri comportamenti, valori fondamentali quali la dignità di lavoratori e padri di famiglia che chiedono soltanto di essere rispettati in quanto uomini onesti. I lavoratori oggi si trovano costretti a scioperare, non avendo altro modo di far sentire la propria voce; protesta che purtroppo crediamo sia solo la prima di una lunga serie».

ARISTIDE BAVA

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