OSPEDALE DI LOCRI, AL PRONTO SOCCORSO MEDICI RIDOTTI A FARE TURNI DI 18 ORE DI LAVORO. SONO IN 9 E DOVREBBERO ESSERE IN 22

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Resta drammatica la situazione del Pronto Soccorso di Locri a causa della carenza di personale medico. Una situazione che vede i pochi medici in servizio costretti a raddoppiare i turni. C’è stata infatti grande difficoltà per “coprire” il turno della notte tra giovedì e venerdì scorsi: tanto che i due medici in servizio nel turno pomeridiano (14-20) si sono visti costretti a rimanere al lavoro per 18 ore filate fino alle 8 di ieri. Anche i due medici del turno mattutino di ieri (8-14) hanno subito la medesima sorte, vedendosi costretti a prestare servizio continuativo per 12 ore, dalle 8 del mattino fino alle 20 della sera.

La carenza di personale medico nel primo anello della catena “salvavita” è così drammatica da indurre la parlamentare pentastellata Dalila Nesci, nel corso della sua visita conoscitiva dell’ospedale effettuata nei giorni scorsi, resasi conto dello stato in cui versa il Pronto Soccorso, ha chiesto al commissario per il Piano di rientro, generale Saverio Cotticelli, di avviare con la massima urgenza un piano straordinario di assunzione, «in deroga a qualunque piano di fabbisogno precedentemente adottato e a qualunque immotivata attesa o disattenzione del Tavolo di verifica». Ha chiesto, l’on. Nesci, l’assunzione di almeno 14 medici da destinare al Pronto Soccorso di Locri.

Attualmente al Pronto Soccorso di Locri invece dei 21 medici più un primario previsti come organico minimo per garantire i Livelli essenziali di assistenza, prestano servizio solo tre dirigenti medici, due dei quali con limitazioni da legge 104, più sei colleghi provenienti dal 118. Solo nove medici a fronte dei 21 previsti, dunque. Una situazione che diventa ogni giorno sempre più esplosiva anche perché a subire la puntualità nel cambio dei turni sembra siano sempre i medesimi sfortunati medici del 118 costretti a dover raddoppiare il proprio turno di servizio.

Eppure – ha evidenziato il segretario provinciale dell’Uil-Fpl, Nicola Simone, nel farsi portavoce delle lamentale del personale – l’Asp di Reggio Calabria ha un organico medico ampio. Ben 800 sono i dirigenti medici in servizio presso l’Azienda, ma molti di questi non operano nei reparti ospedalieri e a volte non si sa neppure dove siano dislocati. A poco – aggiunge il segretario dell’Uil-Fpl – sono servite le assicurazioni fatte dal responsabile del Dipartimento dell’emergenza-urgenza, Domenico Forte, dal momento che la situazione del Pronto Soccorso continua ad essere gravissima dal momento che il vertice aziendale ha assunto solo “provvedimenti tampone” che si sono rilevati sempre inefficaci. Tanto che le criticità oltre a permanere si sono aggravate sempre più al punto, che oggi, proprio a causa della gravissima e permanente carenza di personale medico, si incontrano forti difficoltà a garantire i tre turni giornalieri di servizio con grave rischio per la vita dei cittadini».

 

PINO LOMBARDO

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