OSPEDALE DI LOCRI: CONTINUA LO SMANTELLAMENTO

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La denuncia dell’Uil: «Sarebbe impossibile la sostituzione dell’unica radiologa che presta il servizio»

Continua ad andare avanti l’insano disegno per lo smantellamento dell’ospedale spoke di Locri. Adesso sarebbe a rischio l’importante servizio di prevenzione effettuato presso il reparto di Radiologia inerente lo screening della mammografia. A lanciarne l’allarme, ancora una volta, è il segretario provinciale della Uil Fpl, Nicola Simone, messo sul chi va là dalla notizia, che circola da giorni negli ambienti ospedalieri, secondo la quale la dottoressa radiologa Maria Concetta Barbalace starebbe per lanciare la spugna ed abbandonare il nosocomio locrese. Se il servizio di screening alla mammella è stato effettuato in questi anni lo si deve esclusivamente alla stimata radiologa che, pur avendo un contratto di 12 ore settimanali, ha garantito alle donne della Locride di poter usufruire di questo importante servizio di prevenzione dei tumori al seno.

«Andando via lei – ha sottolineato il segretario dell’Uil Fpl – non ci sarà nessuno che la possa sostituire anche perché l’organico del reparto di Radiologia è costituito soltanto da due medici». Simone punta l’indice contro «la mancata programmazione e l’incapacità gestionale dei vertici dell’Asp reggina evidenziata ogni giorno di più dalla chiusura, per carenza di personale medico ed infermieristico, e/o dal ridimensionamento, di reparti ospedalieri ed anche dalla soppressione di importanti servizi di prevenzione». A tal proposito il sindacalista evidenza che «sono fumo» tutte le promesse e gli impegni, finalizzati ad impedire il depotenziamento dell’ospedale di Locri, assunti recentemente dalla triade commissariale che amministra l’Asp reggina e dal commissario per il piano di rientro Saverio Cotticelli. «Dopo la chiusura dei reparti di Otorino, Oculistica, Medicina e Chirurgia d’urgenza, Geriatria, la mancata apertura dei 4 posti Obi al pronto soccorso e dei 5 posti di Oncologia – afferma il segretario dell’Uil Fpl – il depotenziamento dell’ospedale di Locri è continuato con la chiusura dell’Ortopedia, con la riduzione, da oltre un anno, da 30 a 10 dei posti letto in Chirurgia e di quelli in Medicina, dove i 40 posti letto comprensivi di 10 posti di lungodegenza sono stati ridotti a 18. Adesso, il depotenziamento continua stimolando valenti professionisti ad abbandonare. La morte del servizio di mammografia, in un territorio come la Locrde, dove si registra un aumento dei tumori al seno, è la perdita di un fondamentale presidio di sanità per le donne del territorio. Dobbiamo solo auguraci – chiosa ironicamente Simone – che l’ex primario della Radiologia di Locri, Bertucci, le ospiti a Catanzaro, dove presta servizio».

(fonte gazzetta del sud)

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