Pensionato morto in ospedale, scagionati i tre medici

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Secondo l’accusa l’uomo sarebbe deceduto senza cure perché non fu possibile praticargli un’endoscopia d’urgenza. Secondo l’accusa l’uomo sarebbe deceduto senza cure perché non fu possibile praticargli un’endoscopia d’urgenza

Nessun colpevole per la morte del pensionato di Gioiosa Jonica Rocco Misserianni, avvenuta la mattina dell’11 febbraio 2015 nel reparto di Medicina generale dell’ospedale di Locri. Il giudice monocratico del Tribunale di Locri Anita Carughi, ha infatti assolto i tre medici finiti sotto processo per omicidio colposo: Antonio Cavaleri, Sebastiano Giorgi e Rinaldo Nicita.

Come si ricorderà Misserianni era degente nel reparto di Medicina dell’ospedale di Locri da alcuni giorni, dove era stato ricoverato per «lancinanti dolori addominali in presenza di bassa emoglobina». Poco dopo le 13 del 10 febbraio nonostante l’uomo era stato dimesso. Dopo sei ore dalle dimissioni, intorno alle 19, Misserianni era stato riportato al Pronto Soccorso del nosocomio locrese con un’emorragia digestiva. I sanitari del Pronto Soccorso a quel punto richiedevano le consulenze specialistiche di Chirurgia e Rianimazione che evidenziavano l’impossibilità di “trattare” Misserianni se non dopo una «endoscopia d’urgenza». Poichè all’ospedale di Locri il servizio di Gastroenterologia funzionava – allora come oggi – in orario antimeridiano dalle 8 alle 14 e non c’era il servizio di “reperibilità”, veniva deciso il trasferimento del pensionato all’ospedale di Reggio Calabria. Il trasferimento, però, non si concretizzò perché l’ambulanza del 118, giunta ad Ardore, era stata fatta rientrare al Pronto Soccorso. Qui il pensionato veniva stabilizzato e, intorno alle 0,05 dell’11 febbraio l’uomo sta stato riportato nel reparto di Medicina, dove moriva nella mattinata di quello stesso giorno.

La svolta del procedimento penale intentato dai familiari per accertare se ci fossero responsabilità dei medici nella morte dello sfortunato pensionato, si registrava nel corso dell’udienza dello scorso 9 settembre. In quell’udienza, infatti, era stato lo stesso sostituto procuratore Michele Termunian e richiedere alla presidente del Tribunale Anita Carughi il proscioglimento dei tre medici. Mercoledì scorso è arrivata la decisione di assolvere tutti gli imputati con la formula «per non aver commesso il fatto».

fonte gazzetta del sud

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