5 Dicembre 2020

 Ancora eccezionali prestazioni sanitarie per sidernese Salvatore Sacca’, Primario di Cardiologia dell’Ospedale di Mirano della Ulss 3 . E’ stato nuovamente protagonista di interventi all’avanguardia in campo sanitario. Con la sua equipe sta effettuando, in particolare , l’impiego della protesi ad ombrellino, un tipo di intervento di chiusura con una sola sutura per via percutanea, senza l’utilizzo di protesi permanente. Proprio la Cardiologia di Mirano è stata la prima nel Triveneto, nel febbraio del 2018, a chiudere il cosiddetto “forame ovale” con un sistema di sutura superando così, per alcuni casi selezionati, l’impiego della protesi ad ombrellino: ad oggi, sempre a Mirano, sono stati effettuati, grazie al Prof. Salvatore Sacca’ ben quindici casi di chiusura con una sola sutura per via percutanea, senza l’utilizzo di protesi permanente. Proprio nei giorni scorsi il primario sidernese ha eseguito gli ultimi due casi anche con la presenza del Prof, Anthony Nobles , inventore della tecnica che contrasta l’ictus senza protesi. Interventi perfettamente riusciti e Salvatore Sacca’ dichiarandosi onorato della illustre presenza ha riconfermato l’idoneità di questo servizio che ha ottenuto gia’ ottimi risultati. Nell’occasione Sacca’ ha ricordato il suo primo caso, quello di un ragazzo giovane, idoneo per questo tipo di intervento che, fino a poco tempo prima, veniva eseguito solamente tramite l’utilizzo di una protesi. In quella occasione, per la prima volta e’ stato chiuso il forame ovale attraverso un nuovissimo sistema di sutura diretta percutanea, che può ricordare un po’ lo stesso sistema della macchina da cucire. Il forame ovale – ha spiegato Sacca’ – è una apertura che collega la parte destra con la parte sinistra del cuore e che permette il passaggio di sangue ossigenato nella vita intrauterina. Generalmente si chiude al momento della nascita, quando cioè il neonato viene alla luce e si attivano i polmoni. Nel 20% della popolazione questo foro non si chiude e ciò generalmente non crea problemi; tuttavia in una piccola percentuale di persone, la presenza del forame ovale pervio, attraverso il quale persiste il passaggio di sangue può comportare anche il transito di eventuali trombi, che possono essere causa di ictus o ischemie cerebrali transitorie (come nel caso dell’ultimo intervento su un ragazzo trentenne operato a Mirano qualche giorno fa). Per evitare eventuali recidive, il foro può essere occluso con un intervento mininvasivo per via percutanea mediante l’impiego di una protesi metallica dedicata, comunemente chiamata ombrellino. Questo tipo di operazione generalmente viene eseguita in persone giovani, entro i cinquant’anni, che hanno avuto un episodio ischemico cerebrale e non è stata individuata alcuna altra causa all’infuori della pervietà del forame ovale”.

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