SIDERNO: NETTURBINI, LO SCIOPERO SI FA

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Piperno: «Non c’è alcuna revoca della Commissione di garanzia Sarà considerato assenza ingiustificata? Ci vedremo in tribunale»

Non si è fatta attendere la replica di Nazzareno Piperno, responsabile provinciale Slai Cobas dopo la reprimenda di Locride Ambiente contro il sindacato. Scopo dichiarato, «fare ordine e chiarezza contro le ombre e le nebbie che Locride Ambiente e il suo ineffabile amministratore Cristian Careri tentano di diffondere».

«Nessuna revoca di sciopero su intervento della Commissione di garanzia si è verificata,- scrive Piperno – essendo la realtà delle cose totalmente diversa. La verità parla di una segnalazione da parte della Commissione che rilevava una potenziale violazione del termine di rarefazione – che bontà sua Locride Ambiente si premura di spiegare in cosa consista – per la sovrapposizione di uno sciopero generale con uno sciopero locale (quello indetto da chi scrive)».

«Peccato che – precisa Piperno – come chiarito direttamente dalla stessa Commissione di garanzia ai nostri legali, rimane la piena libertà di partecipare allo sciopero locale laddove l’organizzazione provinciale proclamante non abbia interesse, e lo manifesti, a partecipare a quello generale. Come avvenuto nel nostro caso. I nostri iscritti, pertanto – che non partceiperanno allo sciopero generale del 25 ottobre – sciopereranno regolamente potendolo fare nella giornata del 29 ottobre, come previsto. Quello che, poi, fantasiosamente quanto falsamente Locride Ambiente considera corteo è invece una manifestazione che si svolgerà all’interno della giornata di sciopero regolarmente indetta. L’amministratore delegato aziendale, quindi, o chi per lui dimostra chiaramente di non conoscere i meccanismi che regolano lo sciopero confondendo, ad arte o per ignoranza, sciopero con corteo».

«Se poi l’azienda – continua Piperno – vorrà considerare lo sciopero del 29 ottobre come assenza giustificata (nulla meravigliandoci più da quando abbiamo a che fare con la Locrdie Ambiente) allora avremo da divertirci nei Tribunali». Poi, sui contenziosi vinti da Locride Ambiente, continua: «Peccato che la storia dica altro e le uniche due sentenze definitive riguardano lavoratori che la Locride Ambiente è stata costretta ad assumere a Bagnara Calabra, mentre tutti gli altri provvedimenti sono tutti provvisori perchè sub judice. E a proposito del lavoratore licenziato: il nostro Careri omette di dire che esistono provvedimenti, questi sì definitivi, che lo riconoscono creditore della Locride Ambiente di oltre 50.000 euro».

E ancora terzo punto «quello più dolente» che riguarda il pagamento dei lavoratori.

«Ribadiamo – scrive Piperno – che i ritardi non sono di due mesi (che comunque, ci sembra, non sia certo un piccolo ritardo) ma di quasi quattro mesi di stipendi cui si aggiungono le mensilità accessorie (treedicesime e quattordicesime per alcuni anche in relazione al 2018), Egr mai pagato, buoni pasto e quant’altro. Se questa è buona amministrazione come in maniera autoreferenziale Locride Ambiente e il suo magnifico amministratore sostengono, lo lasciamo giudicare a chi ci legge. E per la cronaca, i lavoratori di Siderno – cui l’azienda bontà sua afferma aver erogato una retribuzione – al momento in cui scriviamo non hanno ricevuto proprio nulla».

Nella parte finale del suo comunicato, dopo aver precisato che «questa è la verità dei fatti» l’avviso della partecipazione alla riunione davanti al Prefetto «sperando e augurandosi che il disagio di chi non lavora e non viene pagato per mesi trovi soluzione in tale sede, azzerando le falsità aziendali».

(FONTE GAZZETTA DEL SUD)

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