SIDERNO, RIMESSO IN LIBERTÀ MUIÀ

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La Procura contesta al 63enne la partecipazione all’omonima ‘ndrina

Armando Muià è stato scarcerato. Lo hanno deciso i giudici del riesame di Reggio Calabria all’esito del gravame presentato dai difensori del 63enne di Siderno, avvocati Armando Gerace e Ilenia Gerace, avverso l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale nell’ambito della maxioperazione denominata “Siderno Canadian Connection”.

La Procura antimafia reggina contesta al 63enne Muià la partecipazione alla “’ndrina Muià” di contrada Ferraro di Siderno per aver preso parte ad un “summit” che si sarebbe tenuto nell’aprile del 2018 e per aver ospitato nella propria abitazione un incontro tra il defunto Carmelo “Mino” Muià e tale Cosimo Figliomeni.

I difensori di Armando Muià hanno evidenziato che già il gip di Locri in sede di convalida del fermo aveva rimesso in libertà il proprio assistito ritenendo: «gli elementi di sospetto che lo riguardano non assurgono alla gravità indiziaria necessaria per il fermo e per l’applicazione di misura cautelare». Inoltre i legali del 63enne hanno rappresentato in sede di riesame che nel video relativo al presunto summit il proprio assistito rimane nel locale pubblico il tempo per consumare un caffè, mentre non vi sono elementi di riscontro in relazione ad altre condotte contestate. Su questi ed altri presupposti la difesa ha chiesto e ottenuto la revoca della misura in atto.

L’indagine “Siderno Canadian Connection” avrebbe portato gli inquirenti a scoprire quelli che sarebbero i nuovi assetti su Siderno e le propaggini, come storicamente affermato, che collegano la cittadina ionica-reggina con il Canada, nello specifico con la città di Toronto dove emerge l’esistenza ed operatività di una “commissione” o “camera di controllo” della quale farebbero parte numerosi soggetti originari della Locride.

r.m. (gazzetta del sud)

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