TRIFOLI TENTA DI CHIUDERE LA POLEMICA DEI “CARTELLI”

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«Omaggio ai santi, e sempre dalla parte dello Stato»

Via la cartellonistica stradale che inneggiava a “Riace paese dell’accoglienza”, sostituita con “Benvenuti a Riace paese dei santi medici Cosimo e Damiano”. Il sindaco Antonio Trifoli risponde a un quesito scritto che lo scorso 9 ottobre aveva avanzato Maria Caterina Spanò, consigliera di minoranza ed espressione della civica “Riace sopra il cielo”, il raggruppamento nel quale era candidato l’ex primo cittadino Domenico Lucano, non eletto. Spanò, a Trifoli, aveva chiesto lumi in merito a quella rimozione, e a Claudia Rullo, presidente del civico consesso, di voler riunire l’assise cittadina affinché consiglieri e cittadini fossero edotti su quei cartelli che tanto clamore mediatico hanno suscitato. Spanò chiedeva anche perché fosse stato rimosso «il cartello posto all’entrata di Riace centro, di fronte la caserma dei Carabinieri, dedicato a una vittima della mafia, che raffigurava il giovane Peppino Impastato “di colore” con la maglia rossa di Radio Out e con la scritta “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci… cento passi”». La rimozione di quel cartello per Spanò non è suffragata da «alcuna valida motivazione. Riace – afferma – è uno dei tanti borghi che ha voluto dare un’impronta netta alla lotta contro la mafia, anche attraverso la rappresentazione artistica e il cui chiaro esempio è dato dai numerosi murales sparsi in tutto il centro storico». Una rimozione che, per l’interrogante, tra l’altro, «è sinonimo di mancanza di rispetto delle più basilari regole del vivere civile, con scelte spesso azzardate e dettate dall’unico scopo di denigrare la precedente amministrazione, la cui attività è sempre stata improntata sul rispetto della dignità, dei valori umani, dello sviluppo del territorio inteso come patrimonio di tutti. Quel cartello – aggiunge – potrebbe essere considerato un’opera d’arte, in quanto, è stato realizzato completamente a mano. Perché? Che messaggio avete voluto far passare?» conclude.

E Antonio Trifoli ha replicato chiarendo che «l’Amministrazione comunale, nella ricorrenza del 350° anniversario dell’arrivo delle della reliquia di San Cosimo presso la comunità riacese, ha installato una cartellonistica per commemorare tale evento» e che nelle vie di accesso a Riace marina, dove ancora esiste la cartellonistica con “Riace paese dell’accoglienza” «unitamente ad altra cartellonistica risultava collocato un pannello artistico dipinto a mano ritraente la vittima di mafia Peppino Impastato raffigurato da una persona di colore». Quindi, il sindaco Trifoli, chiarito che «la cartellonistica rimossa è custodita nei locali comunali e che è intenzione dell’amministrazione di collocarla unitamente ad altri cartelli in luoghi più “idonei”, che a breve saranno individuati», conclude affermando che lui, il sindaco, «e la sua famiglia sono sempre dalla parte dello Stato e contro ogni fenomeno mafioso. L’Amministrazione comunale che mi onoro di presiedere è dell’avviso che “l’antimafia” non va solamente “predicata” ma “praticata” nelle frequentazioni e nei comportamenti che ognuno di noi attua quotidianamente».

(fonte gazzetta del sud)

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