ZINGARETTI SCONFESSA ODDATI E GRAZIANO. IL GIOCO DELLE TRE CARTE È FINITO

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Il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, è stato chiaro. Ieri sera, rispondendo ad una domanda di Bianca Berlinguer nel corso della trasmissione “Cartabianca” sulle alleanze nelle regioni in vista delle prossime scadenze elettorali ha detto testualmente, coerentemente con quanto aveva già affermato nel corso dell’ultima riunione della Direzione Nazionale del partito, che le alleanze e i candidati li decidono i territori in piena autonomia e nel rispetto del radicamento territoriale, della militanza e delle regole democratiche che sono alla base della vita di una formazione politica che si fonda sul rispetto dello Statuto. Una dichiarazione, quella di Zingaretti, che sconfessa apertamente la linea del pugno di ferro e delle imposizioni verticistiche calate dall’alto portata avanti in questi mesi dal duo campano Oddati-Graziano, in piena sintonia con le richieste avanzate da tempo e ribadite con forza di recente anche “assemblea dei mille” svoltasi a Catanzaro dalla base del Partito Democratico calabrese.  La notizia, purtroppo, oggi viene stranamente tenuta sotto silenzio dai quotidiani calabresi, cartacei e non, di solito sempre pronti a dare fiato e risalto a tutte le notizie riguardanti le elezioni regionali provenienti dal Nazareno e dai vertici romani del Pd. Poco male. Bene, invece, il fatto che il numero uno del Pd nazionale si sia reso conto che senza la condivisione delle scelte da parte degli iscritti e dei militanti non ci può essere nessuna unità in Calabria e che, fuori da questa dinamica, il partito rischia di andare a sbattere contro un muro. Il Pd e il centrosinistra hanno bisogno di rimanere uniti e compatti se vogliono aspirare a battere il centrodestra e i grillini e l’unità deve essere ricercata attraverso il concorso e la partecipazione di tutti alle scelte. Questa e non altra deve essere la bussola che deve animare i democratici calabresi nei prossimi giorni. Il tempo delle camarille, dei diktat e alle imposizioni “campane”, è finito. Oddati e Graziano, e con essi tutti quelli che pensavano impunemente di calpestare le più elementari regole democratiche che regolano la vita interna del Pd calabrese e nazionale e di far passare decisioni assunte altrove sulla testa dei calabresi, sono avvertiti. Ora è tempo della responsabilità. In Calabria c’è già un candidato in campo ed è il presidente uscente della Regione Mario Oliverio. Se ce ne sono altri vengano al più presto allo scoperto e si propongano, accettando la sfida del confronto democratico, l’unico in grado di stabilire, attraverso la volontà degli elettori e degli iscritti, quale debba essere il candidato del centrosinistra alle imminenti elezioni regionali. Tertium non datur. Il gioco delle tre carte è finito.

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