A REGGIO L’ULTIMO SALUTO AD ANTONIO CANDIDO. HA CONFESSATO IL PROPRIETARIO DELLA CASCINA

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Il proprietario dello stabile esploso, Giovanni Vincenti è stato fermato dagli inquirenti. L’uomo ha confessato che sarebbe responsabile di quanto avvenuto la notte tra il 4 e 5 novembre nella cittadina in provincia di Alessandria. Nella duomo della città sono iniziate le esequie del Vigile reggino

Nel duomo della città sono iniziati i funerali di Antonio Candido, uno dei tre vigili del fuoco vittime della tragica esplosione della cascina in provincia di Alessandria. Per l’ultimo saluto al giovane, sono presenti familiari, amici, conoscenti ma anche autorità e rappresentanti delle forze dell’ordine. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita della bara, avvolta nel Tricolore e con sopra il suo casco di lavoro, di Antonino Candido, dalla Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, gremita di autorità e cittadini, dove sono svolti i funerali solenni del giovane vigile del fuoco deceduto, assieme ai due colleghi Marco Triches e Matteo Gastaldo nell’esplosione avvenuta a Quargnento, (Alessandria). Tantissimi i vigili del fuoco in divisa.

Intanto, nella mattinata era stato fermato Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina a Quargnento, in provincia di Alessandria, dove tra la notte del 4 e 5 novembre sono morti tre vigili del fuoco a causa dell’esplosione che ha distrutto il cascinale. L’uomo ha confessato agli inquirenti di essere responsabile di quanto avvenuto quella notte. Lo avrebbe fatto per ottenere i soldi dell’assicurazione e sanare la sua situazione finanziaria. Agli inquirenti, da quanto comunicato nel corso della conferenza stampa indetta da procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, avrebbe chiarito che aveva dei pesanti debiti e per questo aiutato dalla moglie avrebbe organizzato l’attentato alla cascina. Per questo è stata indagata a piede libero la moglie Antonella Patrucco, in concorso. Vincenti avrebbe sostenuto che avrebbe voluto solo danneggiare l’immobile ma non causare la morte di qualcuno. Ma gli inquirenti pur non attribuendo una volontà diretta ad uccidere gli contestano il reato di omicidio plurimo – ha chiarito il procuratore capo – perché non avrebbe avvertito i vigili del fuoco al loro arrivo della presenza nello stabile di alcune bombole del gas che poi sarebbero alla base della successiva esplosione che ha causato la morte dei tre vigili. All’uomo e in concorso alla moglie viene contestato anche il reato di disastro doloso e truffa ai danni dell’assicurazione. Determinante da quanto riferito dagli inquirenti una serie di particolari che hanno incastrato l’imprenditore. Ad iniziare dall’acquisto in un negozio di Alessandria di un timer – utilizzato nell’esplosione – e diversi altri elementi.
Un’accelerazione alle indagini quella impressa dalla Procura di Alessandria – che indaga sulla morte di Marco Triches, Matteo Gastaldo e il reggino Antonio Candido – la cui salma è rientrata proprio venerdì notte – avvenuta a poche ore dai funerali dei tre vigili del fuoco che si sono svolti nella cattedrale dei Santi Pietro e Marco di Alessandria, alla presenza tra gli altri del premier Giuseppe Conte, del presidente della Camera Roberto Fico e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Nel corso delle esequie i parenti delle tre vittime avevano lanciato un appello accorato al presidente Conte per individuare rapidamente i responsabili. Ed anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco aveva chiesto di fare luce su quanto avvenuto.
Grazie alle indagini serrate dei carabinieri, agli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso, si è giunto al risultato dell’arresto di Vincenti. Gli inquirenti avevano da subito focalizzato l’attenzione sull’uomo che era stato interrogato nelle ore successive alla tragedia di Quargnento. Poi un nuovo lungo e più accurato interrogatorio – durato oltre 10 ore  all’interno della caserma dei carabinieri nel corso del quale l’uomo ha confessato e al termine del quale Vincenti sarebbe stato fermato dai carabinieri. Il legale di Vincenti, Laura Mazzolini del foro di Alessandria uscendo dalla caserma attorno alle 2 del mattino si è limitata risponde in merito alla pesante accusa mossa nei confronti del suo assistito: «Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla».

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