CHI VUOL ESSER GOVERNATORE? IPOTESI DOPPIO CANDIDATO SIA A DESTRA CHE A SINISTRA

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Le diatribe interne di Pd e Forza Italia potrebbero dare vita alle candidature “alternative” dei due Mario (Oliverio e Occhiuto). A cui si aggiungerebbero quelle ufficiali dei partiti. Poi ci sono gli outsider e il candidato del M5S in solitaria. La corsa alla Cittadella si fa frenetica, purché non si parli del futuro della Calabria

Una proliferazione di aspiranti governatori. Quanti se ne presenteranno alle griglie di partenza sarà poi tutto da vedere ma, al momento, a leggere le posizioni in campo il dato è che potrebbero essere addirittura sette i candidati in lizza per la Presidenza della Regione.
DUE CENTROSINISTRA L’ultimo, in ordine di tempo, è quello che sarà sostenuto dal Pd: l’editore Florindo Rubbettino, accompagnato nelle scorse ore al Nazareno dall’ex governatore Agazio Loiero, alla fine accetterà dopo una breve riflessione di entrare nella corsa alla Cittadella. La sua candidatura, come da lui stesso specificato, dovrà avere un profilo civico, ma è chiaro che potrebbe avere anche una forza attrattiva anche in molti delusi dei dem e, per questo, pare che qualcuno degli olivieriani stia tentando di dissuadere l’editore. E qui arriva il secondo candidato, sempre nell’alveo del centrosinistra, che dovrebbe essere proprio il presidente uscente Mario Oliverio. Le pesanti bocciature arrivate dai vertici del Pd, da Zingaretti in giù, non sembrano aver fatto presa sul governatore che, assicurano i suoi spin doctor, sarà comunque della partita. Oliverio insomma dovrebbe tirare dritto e candidarsi senza farsi condizionare dalle grane giudiziarie – alcune già note, altre ancora no… – che coinvolgono alcuni dei fedelissimi della sua cerchia. Intanto dieci componenti dell’assemblea nazionale del Pd hanno inviato una lettera al segretario nazionale annunciando che non parteciperanno alla convention di Bologna per manifestare il loro dissenso per il no alla ricandidatura di Oliverio
M5S IN SOLITARIA Poi ci sono i 5 stelle che, stando alle recenti dichiarazioni (potete leggerle qui) del deputato Paolo Parentela, nominato coordinatore della campagna elettorale in vista delle Regionali calabresi, saranno presenti alle elezioni e avranno il loro candidato. Che non sarà – assicura il deputato catanzarese – quello del Pd.
GLI OUTSIDER Quindi due outsider già in corsa da tempo: l’ex capo della Protezione civile Carlo Tansi, con il movimento “Tesoro Calabria” e l’ex presidente di Confindustria Reggio Giuseppe Nucera (“La Calabria che vogliamo”). Entrambi non sembrano al momento intenzionati a cedere il passo in favore degli altri aspiranti governatori sostenuti dai partiti.
DUE CENTRODESTRA Guardando al centrodestra, invece, la situazione resta ancora piuttosto confusa: i vertici nazionali di Forza Italia, contattati dal Corriere della Calabria, non hanno voluto far trapelare alcun commento in attesa che, probabilmente tra sabato e domenica, ci sia il (decisivo?) incontro tra Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per chiudere sulle candidature per le Regionali. I problemi, al momento, sono Campania e Calabria: nel primo caso c’è stata la proposta di Stefano Caldoro e nel secondo quella di Mario Occhiuto; entrambe, avanzate da Forza Italia, sono state bocciate dalla Lega. Insomma alla fine i candidati, pur essendo di matrice forzista, potrebbero essere scelti dai salviniani, forti delle percentuali ormai sopra il 30% su cui si sono attestati in altre zone del Paese. Lo stesso Salvini nei giorni scorsi sembra aver tratteggiato, per la Calabria, un identikit evidentemente cucito addosso al sindaco del capoluogo Sergio Abramo, che da tempo ha avviato buoni contatti con i vertici del Carroccio. Un nome che si fa strada sottotraccia è però anche quello dell’ex senatore “gentiliano” Piero Aiello, inizialmente dato come possibile candidato del centrodestra ma poi inabissatosi nei mesi scorsi. La sua potrebbe essere una sorpresa, ma resta da vedere come reagirà l’ala azzurra cosentina stretta attorno ad Occhiuto: se arriverà il no anche al fratello Roberto, non è escluso che – con uno sguardo alle dinamiche nazionali e al “ribellismo” interno di big forzisti come Mara Carfagna – il sindaco di Cosenza non decida di correre in solitaria. Dando vita così al doppio polo anche a destra. Un attivismo che di certo non si riscontra nella voglia di discutere di programmi e del futuro della Calabria.

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