DOPO L’ESTRADIZIONE RIMESSO IN LIBERTÀ SANTO RUMBO

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Per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza. È accusato di narcotraffico

Lo hanno estradato a fine settembre dal Lussemburgo, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dal gip distrettuale reggino nell’ambito dell’inchiesta “Canadian ‘Ndrangheta Connection”, eseguita dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile. Ieri, all’esito del riesame, i giudici del Tribunale di Reggio Calabria hanno revocato la misura cautelare nei confronti di Santo Rumbo, rimettendolo in libertà per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza.

I giudici hanno recepito le argomentazioni difensive sostenute dall’avv. Giuseppe Calderazzo, legale di Rumbo, originario di Siderno, che fu arrestato nella cittadina lussemburghese di Lamadelaine lo scorso 9 agosto dalle autorità di polizia del piccolo paese.

Il 30enne Rumbo, come detto, era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo reggino su richiesta della Procura della repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, emessa a carico di 28 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolenti di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, aggravati dalle modalità mafiose. La procura antimafia ritiene Rumbo un soggetto che avrebbe ricoperto funzioni di rilievo nell’ambito della cosca Commisso, al punto da rivestire una dote di ‘ndrangheta elevata, riconosciutagli direttamente dal Canada.

Un’ipotesi, quella della pubblica accusa, avversata dall’avvocato Calderazzo che ha insistito nel corso del riesame sulla insussistenza di riscontri, ottenendo la revoca dell’ordinanza di custodia. Rumbo di conseguenza è stato rimesso in libertà.

ROCCO MUSCARI (Gazzetta del Sud)

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