Evento speciale al santuario Nostra Signora dello Scoglio: giornata per la salvaguardia del creato e convegno internazionale

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Cresce sempre di più il popolo dei devoti di Nostra Signora dello Scoglio che, anche in occasione della “Giornata diocesana di preghiera per la salvaguardia del creato”, che ha avuto luogo, nel rinomato santuario di Santa Domenica di Placanica, sabato 9 Novembre 2019, sono accorsi a migliaia.

Il vescovo Oliva


Una giornata veramente speciale, presieduta dal Vescovo, monsignor Francesco Oliva, Pastore della diocesi di Locri – Gerace, alla quale ha presenziato anche il Prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani e signora, tant’è che i momenti prettamente liturgici, sono stati preceduti da un interessante convegno internazionale, sulla figura di san Giovanni Paolo II°, sul suo legame fortissimo con la Madonna e la sua simbiosi con la Natura. L’iniziativa, organizzata da don Cristofaro Bialowas (nella foto, al tavolo del convegno, in piedi, accanto al vescovo Oliva), ha registrato la partecipazione di varie ed eminenti figure del mondo ecclesiastico ed accademico polacco e italiano. Fra gli altri, citiamo padre Umberto Muratore, voce nota di Radio Maria, che ha espresso, durante la propria relazione: “A mantenere vivo e fiorente, il culto mariano, contribuiscono, oggi, come ieri, i veggenti. Anche noi, in Calabria, ne abbiamo alcuni. Ricordo la compianta scomparsa Natuzza Evolo e il nostro Fratel Cosimo Fragomeni. Persone del popolo, cresciute e alimentatesi spiritualmente nella pietà popolare, perché scelte lontano dalle scuole di teologia, ma immerse nel quotidiano tessuto vitale dell’esistenza, dove i valori si vivono in prima linea e in continua competizione tra la città di Dio e quella del suo nemico, il diavolo. Attraverso queste persone, la Madonna fa sentire la sua presenza amica in mezzo al popolo. Ed il fatto che folle sempre più consistenti, siano attratte da questi messaggi, costituisce la prova che essi vanno dritti al cuore dell’umanità. Quasi sempre le apparizioni mariane” – ha aggiunto don Umberto – “contengono il desiderio di elevare sul luogo un santuario: ieri Lourdes e Fatima, oggi, qui, a Santa Domenica di Placanica. ” Prima della solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Oliva, della Diocesi di Locri – Gerace, attorniato da molti sacerdoti, prima impegnati a confessare migliaia di persone, Fratel Cosimo, il fondatore del santuario mariano calabrese, ha tenuto una evangelizzazione, traendo sempre spunto dalla Sacra bibbia. Dopo aver rivolto un’Ave Maria alla Madre di Dio e Madre Nostra, il mistico ha detto: “Cari fratelli e sorelle, devoti di Nostra Signora dello Scoglio, a tutti voi sia pace, misericordia e grazia in Cristo Gesù nostro Signore. Come già sapete, a motivo della commemorazione dei fedeli defunti del due novembre scorso, primo sabato del mese, abbiamo posticipato in data odierna la celebrazione della “Giornata diocesana di preghiera per la salvaguardia e la cura del creato”, voluta e presieduta dal nostro Vescovo Monsignor Oliva in questo Santuario dedicato a Nostra Signora dello Scoglio. E nel contesto di questa giornata di preghiera si è appena svolto, come avete potuto vedere, anche il convegno internazionale sulla grande figura di Giovanni Paolo II, il suo legame con la natura, l’evangelizzazione e il culto alla Madonna. A tal proposito permettetemi di esprimere il mio cordiale ringraziamento al promotore di questo evento nella persona di Padre Cristoforo, e il ringraziamento va anche a tutti coloro che hanno preso parte al convegno, per aver scelto il nostro Santuario mariano. Grazie a tutti. Ultimamente, da un po’ di tempo a questa parte si parla spesso riguardo la salvaguardia dell’ambiente, di tutto il creato, questo è vero e non credo sia un’esagerazione, perché ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti è pura realtà. Vedi per esempio gli incendi per lo più di natura dolosa, che ogni anno si moltiplicano, distruggendo boschi, prati e foreste. Come pure gli inquinamenti, e questo se vogliamo, ad opera della mano dell’uomo. Io credo purtroppo e son convinto che l’uomo oggi abbia poco o niente rispetto del creato e dell’ambiente in cui vive, poiché a partire dalle piccole cose, come la carta e la plastica buttate ovunque, i mozziconi di sigarette buttati perfino nei rubinetti, che poi vanno ad aumentare sempre più l’inquinamento dei mari, la distruzione degli animali, l’inquinamento del suolo e via di seguito. Consentitemi di dire: l’uomo, se non viene oggi educato a rispettare la natura, il creato, il proprio ambiente, è veramente la rovina assoluta del nostro pianeta terra. Forse l’uomo non capisce, non si rende conto dell’immenso bene che Dio gli ha dato, e per questo lo rovina, lo inquina e lo distrugge. L’uomo dovrebbe essere capace, in grado di comprendere tutto il male che causa alla meravigliosa creazione di Dio che è la natura. Noi tutti dovremmo vivere in armonia con il creato proprio come hanno fatto i Santi. Perciò dobbiamo pregare affinché l’uomo ami e rispetti la natura, grande dono creato da Dio per il bene dell’uomo. Ora, con questi sentimenti accogliamo la Parola del Signore tratta dal Vangelo di Luca c. 20 dal v. 36 al v. 38: “In quel tempo disse Gesù: Infatti i figli che sono giudicati degni della vita futura non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono per Lui”. Cari fratelli e sorelle, oggi nell’era in cui viviamo molti fanno fatica a credere nell’aldilà. Ma noi che ci professiamo cristiani, dobbiamo essere nel mondo, nella nostra vita quotidiana, i testimoni della risurrezione, confessando con certezza di fede che il nostro Dio è il Dio dei viventi e non il Dio dei morti. E noi nel proclamare questo, se ci rendiamo conto, facciamo un’affermazione che non riguarda solo l’aldilà, ma anche il tempo presente. Quindi il nostro Dio è il Dio dei vivi, cioè, di chi già oggi è veramente vivente e allo stesso tempo impegnato fino in fondo nella vita per migliorare la situazione dell’umanità. Vita se vogliamo, che non può finire, perché è la stessa vita di Dio, vita che quindi continua al di là della morte fisica. Tenendo in considerazione i versi del Vangelo di Luca che abbiamo ascoltato, ciascuno di noi si interroghi: Io credo fermamente nella risurrezione dei morti? Mi sento veramente figlio o figlia della risurrezione? A ciascuno di noi la risposta. La nostra risurrezione è certa miei cari, non vi è alcun dubbio, e vi dico subito perché: perché certa è, la risurrezione di Gesù Cristo. Quando Dio risuscitò Gesù dai morti, risuscitò anche noi e tutti coloro che credono in Lui, come afferma la Parola di Dio nella Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini c. 2 v. 6: “E ci ha risuscitati con Lui e con Lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Gesù Cristo”. Fratelli e sorelle, molti purtroppo, hanno paura della morte, ma noi che ci consideriamo cristiani non dobbiamo avere paura, pensate che San Francesco d’Assisi la chiamò “sorella morte”. In questo mondo di corruzione e di falsità in cui viviamo, molti uomini d’affari credono di potersi comprare tutto col denaro, ma l’unico personaggio, chiamiamolo così, che nessuno mai riuscirà a corrompere e a comprarsi sapete chi è? E’ proprio la morte, che è uguale per tutti. Teniamo sempre presente che la speranza del vero credente non risiede nelle cose del mondo, ma nel Dio vivente e tutt’ora operante. Per questo tutti i discepoli di Gesù, compresi noi, sono e siamo chiamati a vivere come figli della risurrezione, cioè figli della vita in Dio, come il loro Maestro e Signore e Salvatore. Noi dunque, miei cari in Cristo, possiamo rallegrarci sin da ora, perché Gesù Cristo è la nostra resurrezione e anche la nostra vita. Nel Libro di Qoelet al c. 3 v. 2 la Parola di Dio ci dice che c’è un tempo per nascere e un tempo per morire. Questo è vero e non si discute. E a proposito di quanto dice Qoelet consentitemi di aggiungere un saggio proverbio armeno, poiché a me piace citare sovente i proverbi degli antichi, perché sono pieni di saggezza. Possa dunque avvenire per ciascuno di noi quanto dice il proverbio armeno: “Quando nascesti sorridevano tutti e tu solo piangevi. Vivi in maniera tale che, quando morirai, tutti piangano e tu solo sorrida”. Avete ben compreso il significato di questo proverbio? Voglia la Vergine Santissima, Nostra Signora dello Scoglio, Madre di tutti i credenti in Cristo suo Figlio, aiutarci a mantenere sempre salda la nostra fede nel Signore Gesù, Figlio della Risurrezione, affinché un giorno, anche noi come Lui, risorgeremo, per vivere al cospetto di Dio, una vita che non avrà mai tramonto. Dite Amen” – ha quindi concluso Fratel Cosimo – “Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo. “



In piedi, accanto al vescovo Oliva, don Cristofaro Bialowas


Da sx: il Prefetto, Massimo Mariani e signora, il dott. Giuseppe Cavallo, Fratel Cosimo, il sindaco di Placanica, avv. Condemi, il t.colonnello dei Carabinieri, Capone, il capitano Beringheli.



L’evangelizzazione di Fratel Cosimo


Don Bialowas intervistato da Domenico Gareri di Telepadrepio


Il momento introduttivo del convegno a cura del rettore, padre Raffaele Vaccaro

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