GIUDIZI POSITIVI PER IL FILM “ASPROMONTE LA TERRA DEGLI ULTIMI”

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Aspromonte La terra degli ultimi, un film diretto da Mimmo Calopresti, con Valeria Bruni Tedeschi e Sergio Rubini.
Con questo film – ispirato a un fatto realmente accaduto – il regista, parafrasando le sue stesse parole, ha voluto ricordarci chi siamo stati.
Ambientato negli anni ’50, Aspromonte – La terra degli ultimi ci porta ad Africo, un paesino sulle montagne dell’Aspromonte, dove gli abitanti vivono totalmente isolati, senza acqua corrente, una scuola, un medico condotto. Le promesse del sindaco della marina restano campate per aria e dei progetti di ammodernamento nemmeno l’ombra. Gli africoti decidono quindi di fare da sé, costruendo una strada che colleghi il paesino alla marina. Un progetto che chiama al lavoro tutti quanti, compresi i bambini.
Nel piccolo centro di montagna, intanto, è arrivata una maestra elementare, Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), proveniente da Como. La donna, pian piano, riesce a integrarsi nella comunità, partendo dai più piccoli e raggiungendo poi gli adulti. Tra cui spiccano Peppe (Francesco Colella), Cosimo (Marco Leonardi) e Ciccio (Marcello Fonte), che crede nell’importanza dell’istruzione pur non avendo potuto studiare. I desideri e i tentativi di migliorare le condizioni di Africo e dei suoi abitanti si scontrano con l’opposizione delle istituzioni e di figure locali, come il brigante Don Totò (Sergio Rubini). Don Totò non vuole che Africo partecipi all’evoluzione – seppur lenta – dell’Italia.
Aspromonte – La terra degli ultimi pone l’accento sui freni al progresso che hanno caratterizzato la storia della Calabria, e di tutto il meridione. Freni riconducili tanto alla politica quanto alla criminalità organizzata, passando per l’omertà e l’ignoranza.

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