I GIOVANI DI POLISTENA: LA MAFIA TEME LA SCUOLA

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La presenza dello Stato, almeno per un giorno, si è fatta sentire. Decolla il progetto “A ’ndrangheta”

Quella che è stata definita dal questore Maurizio Vallone «una bella giornata di legalità» per la città di Polistena, si è aperta con due significati segni. Il primo: all’arrivo nel quartiere Catena del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e dal presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra, dalla facciata del palazzo confiscato è stato fatto scendere un lungo striscione con una famosa frase di Antonino Caponnetto (“La mafia teme la scuola più della giustizia. L’Istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”). Il secondo segno al momento dell’ingresso delle autorità nel palazzo confiscato: i ragazzi dell’indirizzo musicale del liceo Rechichi hanno cantato “Credo negli esseri umani che hanno coraggio di essere umani”.

Non capita tutti i giorni di vedere nell’entroterra della Piana un ministro della Repubblica e un presidente della Commissione parlamentare antimafia. Sono venuti entrambi a Polistena ad incontrare gli studenti, dentro e fuori ad un palazzo confiscato, dopo aver visitato i terreni confiscati e gestiti da una cooperativa di Libera. Il commissario capo Marco Gagliano, dirigente del Commissariato di Polizia di Polistena, nell’illustrare i vari temi che si stanno trattando nelle scuole superiori nell’ambito del progetto promosso dalla questura di Reggio, denominato “A ‘ndrangheta: una città senza crimine”, ha detto ai ragazzi: «La sfida importante è riuscire a trasmettere a voi giovani la speranza di poter riappropriarvi di questi luoghi, lo Stato è presente e lotta al fianco dei calabresi onesti».

Anna Aurora Colosimo, vice prefetto vicario, nel portare il saluto del prefetto Massimo Mariani, ha sottolineato l’importanza della sinergia nella lotta alla ‘ndrangheta, e dell’ascolto dei giovani. Il questore Maurizio Vallone ha rimarcato che il progetto che si sta portando avanti in 32 scuole superiori della provincia mira ad avvicinare i ragazzi alle Istituzioni, aiutandoli, insieme alla scuola, a crescere in modo da divenire cittadini responsabili. Il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, nel ricordare la storia di riscatto di una città simbolo nella lotta alla criminalità organizzata, ha affermato che contro la ‘ndrangheta c’è bisogno dell’impegno dei ragazzi capaci di far propri i principi della nostra Costituzione. Dal rettore dell’Università Mediterranea, Marcello Zimbone, la convinzione che Università e scuola debbano viaggiare insieme, investendo sempre più nella formazione. Don Pino Demasi, referente di Libera e parroco del Duomo, partendo dalla storia di un palazzo confiscato divenuto simbolo del riscatto e del cambiamento, ha, tra l’altro, affermato: «La ‘ndrangheta esiste ma anche la Calabria, c’è una Calabria che spara e delinque, ma c’è una Calabria che spera, che fiera, si oppone con il potere dei segni, che si sporca le mani per far emergere la buona vita e per affermare il diritto di vivere i propri spazi. C’è una Calabria di tanti giovani protagonisti di una resilienza che vogliono restare qui per abitare i beni confiscati. Noi – ha aggiunto don Pino – stiamo facendo la nostra parte, ma lo Stato faccia la sua parte fino in fondo, questi ragazzi chiedono diritti, a cominciare dal diritto di poter restare nella propria terra». Il prefetto Massimo Nicolò, direttore della sede di Reggio a dell’Agenzia per i beni confiscati, nell’auspicare modifiche normative per il riutilizzo in tempi brevi del bene confiscato, si è augurato che l’Io diventi Noi collettivo, per fare gruppo, facendo nascere nuove cooperative per far sì che i giovani restino a lavorare in Calabria. E c’è chi come il procuratore capo di Palmi, Ottavio Sferlazza, nel credere fermamente nella validità del riutilizzo sociale del bene confiscato, ha invitato i giovani a studiare con amore per vivere da uomini liberi.

Per il senatore Nicola Morra devono essere i giovani, incominciando a rispettare se stessi, a decidere se realmente vogliono cambiare in positivo una terra ricca ma martoriata. Secondo il presidente dell’Antimafia, la guerra la si combatte e la si vince insieme, e la scuola deve tornare ad essere offerta formativa. Per il ministro Lorenzo Fioramonti, la scuola è il più importante presidio di legalità, per cui è dalla scuola che bisogna ripartire per riappropriarci del nostro futuro. Quindi la scuola come volano d’innovazione e di cambiamento, in quanto la scuola deve creare opportunità grazie a laboratori pratici e costruttivi, laboratori di formazione per trasformare le scuole in piccole imprese sociali. Certo, secondo il ministro Fioramonti è anche importante che il mondo dell’economia si colleghi al mondo della scuola.

Tante le domande degli studenti, i quali, nel chiedere maggiore attenzione, hanno espresso il desiderio di vedere finalmente valorizzate le tante risorse che la Piana possiede.

“Alternanza” nei beni confiscati

Nel corso della mattinata, il ministro Lorenzo Fioramonti e il senatore Nicola Morra hanno espresso la volontà da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Commissione parlamentare antimafia, di far sì che l’alternanza scuola-lavoro possa riguardare anche i beni confiscati, per creare opportunità e valore aggiunto.

Dopo aver incontrato in piazza Peppino Valarioti tutti gli studenti, il ministro Fioramonti e il senatore Morra, insieme a tutte le autorità presenti, hanno gustato il prelibato pranzo preparato e servito da studenti e docenti dell’Alberghiero Renda di Polistena. L’ennesima occasione per dimostrare quanto di buono il territorio esprime

ATTILIO SERGIO (GAZZETTA DEL SUD)

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