IL 28 NOVEMBRE, A ROMA, LA QUARTA GIORNATA DEL FAMILIARE ASSISTENTE

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Giovedì  28 NOVEMBRE 2019, dalle ore 09.30 alle ore 13,00,presso l’ AULA MAGNA del LICEO CLASSICO TERENZIO MAMIANI, in viale delle Milizie, 30, a Roma, si svolgerà la  4ª GIORNATA DEL FAMILIARE ASSISTENTE dal tema: “IL DIRITTO DELLA PERSONA CON DISABILITÁ O DEL FAMILIARE ASSISTENTE A PARTECIPARE ALLE PROCEDURE DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÁ DEI SERVIZI EROGATI”.  Quest’anno l’Incontro/Dibattito della “4ª giornata del Familiare Assistente”, aperto a tutti i cittadini, organizzato dalla Consulta delle persone con disabilità, in collaborazione con il Municipio Roma1 Centro, è dedicato specialmente a “Il Diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alla procedura di valutazione della qualità dei servizi erogati”, come indicato al punto 10 della Carta Europea del familiare assistente che recita: “La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione”. Anche l’articolo 4 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità chiede agli Stati di “ promuovere la formazione dei professionisti e di personale che lavora con le persone con disabilità e di fornire una migliore assistenza e servizi di qualità”.

L’incontro è finalizzato a fare un quadro sulla valutazione della qualità dei servizi erogati nell’ambito ospedaliero, nei centri residenziali e semi residenziali ex articolo 26 e sull’assistenza domiciliare sul territorio. Nonché stimolare delle risposte istituzionali per una programmazione mirata dei servizi territoriali di qualità. Si ritiene, infatti, che un servizio di qualità attento alla persona con disabilità permetterà al Familiare Assistente di dare una migliore assistenza e a prevenire lo stress psico/fisico dell’assistenza continua ad un congiunto non autosufficiente.  In tale occasione sarà conferito un riconoscimento al lavoro silenzioso di un familiare che si è dedicato ad un congiunto gravissimo per anni, celebrando così  la 4ª giornata del Familiare Assistente del Municipio Roma1.

Come ha ricordato la dottoressa Comito, in prima linea nell’attenzione, le iniziative e nell’assistenza al mondo della disabilità, nel 2006, a Toronto, Rosalyn Carter diceva : Ci sono solo 4 tipologie di persone nel mondo : “quelle che sono state Familiari assistenti , quelle che attualmente sono familiari assistenti, quelle che saranno familiari assistenti e quelle persone che avranno bisogno di essere aiutate/assistite.” La bravissima dottoressa Comito ha, poi, aggiunto che anche Hilary Clinton, nel 2010, a Parigi nella conferenza dedicata alle donne familiari assistenti   ha sostenuto che “il bisogno di riposo del familiare assistente non solo coinvolge tutte le generazioni ma è sempre più crescente nel mondo, ed è senza confini geografici. La Carta europea del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente si pone in riferimento ai grandi testi internazionali redatti sotto gli auspici delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa, dell’Unione europea e del Forum europeo delle persone disabili, e concernenti direttamente la vita, la dignità, i diritti e la piena cittadinanza delle persone disabili e delle loro famiglie.  Oltre la disabilità, questa Carta va incontro ai bisogni dei familiari assistenti a prescindere dalla causa della dipendenza della persona aiutata (età, malattia, incidente, ecc.). Questa Carta è concepita come uno strumento di riferimento che verrà proposto alle varie organizzazioni rappresentative delle persone in situazioni di disabilità e / o di dipendenza e delle loro famiglie all’interno dell’Unione europea, e alle istanze ufficiali dell’Unione. La Carta permette di contribuire alla conciliazione della vita familiare e professionale grazie ad una scelta consapevole del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente ed in conformità con gli obiettivi della strategia di Lisbona (2000). Questa Carta fa sequito al progetto “ Sostegno al familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente ” portato avantidalle organizzazioni membri di COFACE-Handicap durante gli anni 2005-2006. Ha ricevuto il sostegno del Consiglio di Amministrazione della Confederazione delle organizzazioni familiari dell’Unione Europea (COFACE) il 16 marzo 2009. Attualmente, nella maggior parte dei paesi europei, le risposte fornite dalle autorità pubbliche alla questione della dipendenza (a prescindere dalla sua causa : disabilità, malattia, età, incidenti, ecc.) sono insufficienti, o mancano del tutto. In conseguenza, molti familiari, in particolar modo le donne, devono ovviare a questa mancanza. Le solidarietà familiare non possono in nessun caso esonerare lo Stato o le autorità pubbliche dal loro dovere di rispondere adeguatamente all’aiuto necessario per la vita delle persone che dipendono da altri per compiere gli atti della vita quotidiana. COFACE-Handicap ritiene che il riconoscimento e il sostegno dei familiari che si prendono cura di un familiare non autosufficiente permetterebbero di mantenere e/ o di migliorare la qualità di vita sia degli assitenti che delle persone aiutate. Tramite questo riconoscimento, occorre innanzitutto preservare la qualità di vita delle famiglie: tutelare la salute fisica e psichica dei familiari assistenti, mantenere i legami familiari normali tra genitori e figli e all’interno della coppia, prevenire l’insorgere di un impoverimento finanziario, permettere la conciliazione della vita professionale/ vita familiare e mantenere i diritti di ognuno dei suoi membri. Pur rivendicando un aumento degli aiuti per le persone dipendenti (alloggio, mobilità, educazione e formazione, occupazione, risorse, servizi adeguati, ecc.), a COFACE-Handicap sembra che i familiari assistenti che offrono la loro disponibilità (a volte obbligata) e un aiuto gratuito, dovrebbero imperativamente ottenere il riconoscimento della loro attività tramite un certo numero di diritti. Questi diritti devono, inoltre, permettere ai familiari assistenti di fare una scelta consapevole se diventare o meno aiutante, in accordo con la persona aiutata. Il familiare assistente è quindi l’uomo o la donna, non professionale, che, per difetto o per scelta, viene in aiuto ad una persona dipendente che vive nel proprio ambiente. Questa Carta ha come obiettivo non solo il riconoscimento dei diritti dei familiari che si prendono cura di un familiare non autosufficiente, ma intende anche dar loro una visibilità sociale in questo aiuto che forniscono spesso a scapito della loro vita personale, familiare e/ o professionale. La finalità della Carta è quella di ottenere che i familiari che si prendono cura di un familiare non autosufficiente abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità di qualsiasi altro cittadino.

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