JIMUEL O.N.L.U.S. – QUANDO APRIMMO UN AMBULATORIO A RIACE

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“… Anteporre l’uomo al denaro …” recita un passaggio dello statuto di una delle, poche purtroppo, cooperative sociali ancora attive nella Locride che, a dispetto delle proprie “utopie” dà, concretamente(!), da vivere a diverse decine di lavoratori. Una frase potente nella sua capacità sintetica di esprimere un precetto fondante per ogni forma contemporanea di diritto naturale. Crediamo sia stato anche questo stesso precetto ad indurre, qualche anno fa, Jimuel ad aprire uno dei suoi ambulatori a Riace seguendo il
principio proprio della sua mission di: “portare la cura dove non c’è”. La questione allora, discussa animatamente anche tra i soci, era: che senso avrebbe avuto aprire un ambulatorio di Jimuel in Italia? … che possiede comunque un Sistema Sanitario pubblico ed un ampio sistema di welfare destinato sia ai suoi cittadini sia a coloro che, in situazione di estremo ed oggettivo disagio, vengono (o venivano) accolti da uno degli Stati che si pregia di collocarsi nel novero dei paesi più sviluppati della Terra? … la risposta era sotto gli occhi di tutti: dare risposta al bisogno. Era drammaticamente evidente che un crescente
numero di cittadini italiani, soprattuto nel nostro territorio, non avessero più accesso alle cure per motivi economici, con conseguenze sulla salute e sul disagio sociale; a questo si aggiungenvano le esigenze intrinseche all’intensa attività umanitaria che caratterizava la vita di quel borgo, rendendolo, non dimentichiamolo, un esempio per tutto il mondo. Il SSN con gli ospedali e i presidi territoriali dava, sì, ai migranti risposte sanitarie, particolarmente in regime di emergenza, ma si dimostrava impreparato nell’approccio umano con le diverse culture di provenienza degli ospiti e dimostrava evidenti difficoltà nella gestione degli aspetti più quotidiani, diciamo così, della medicina di base. Grazie al contributo finanziario di una azienda privata che da decenni svolge funzione di sanità pubblica quale la Studio Radiologico di Siderno e, in particolar modo, grazie alla disponibilità di decine tra i migliori professionisti medici del nostro comprensorio, che hanno donato il loro tempo preferendo metterlo gratuitamente a disposizione della nostra mission piuttosto che monetizzarlo e renderlo “proficuo” secondo parametri meglio comprensibili e meno “sospetti” per le attuali calssi dirigenti del paese, siamo riusciti ad aprire l’ambulatorio JIMUEL a Riace. L’allora Sindaco Mimmo Lucano, dimostrando nei fatti di comprendere a pieno l’ utilità sociale per i suoi concittadini e per gli ospiti dei progetti di accoglienza, volle mettere a disposizione un’ambiente all’interno dello stesso Palazzo Comunale, rappresentando così
la centralità di un servizio essenziale effettuato a vantaggio di un’intera comunità. Gli ambienti furono adeguati alle normative vigenti in materia di pratica sanitaria, superando i complessi iter burocratici previsti per legge. Sin dal giorno della sua apertura l’ambulatorio di JIMUEL ha rappresentato un punto di riferimento inaspettato per Riace e per le vicine comunità di Camini, Stignano, Monasterace, Caulonia e in particolare per l’entroterra, nettamente penalizzato dalla cronica mancanza di un sistema di trasporti adeguato. Sono centinaia i bambini, le donne, gli anziani, cittadini italiani e i migranti che, dal 6 Agosto 2017, hanno goduto dei servizi sanitari erogati per le specialità mediche di: pediatria, ginecologia, cardiologia, endocrinologia, gastrenterologia, dermatologia, ma anche nell’ insostituibile settore della medicina di base e con il supporto della psicologia. Grazie ad una donazione della General Electric, abbiamo potuto dotare l’ambulatorio anche di un importante strumento ecografico multisonda per dare ulteriore valore, anche medico-strumentale, al lovoro degli specialisti, e dove non arrivavano i piccoli strumenti dell’ambulatorio abbiamo potuto sempre contare sulla disponibilità totale di centri
specializzati di diagnostica medica, con il solo obiettivo dell’assistenza medica di tutti coloro che si rivolgessero alle cure e all’assistenza del nostro servizio senza preclusione alcuna e a puro sostegno del primario concetto di “umanità”. Oggi, con fare collaborativo, ci viene richiesto di liberare i locali dell’ambulatorio per far spazio all’ Ufficio del Commissario Liquidatore, in cambio ci viene proposto di adattarci nei locali dell’attuale guardia medica, inadeguati e non autorizzati all’esercizio. L’autorizzazione all’esercizio di arte sanitaria è atto obbligatorio, e sebbene per l’Ente Pubblico (di cui la guardia medica è un servizio) sia uso soprassedere alle necessarie autorizzazioni, per un soggetto privato quale è l’ associazione di utilità sociale JIMUEL o.n.l.u.s. tale requisito risulta indispensabile soprattutto trattandosi di salute delle persone. JIMUEL accoglierà certamente il cortese invito di sgombero ma non potrà, giocoforza, accettare la soluzione alternativa proposta con spirito lieve dall’ attuale Amministrazione Comunale. Si trova perciò costretta a sospendere il servizio umanitario di assistenza
sanitaria ai sogetti bisognosi, che in questo momento sono in prevalenza assoluta cittadini italiani di Riace e del suo comprensorio, in attesa di trovare altra opportuna collocazione e dopo averla sottoposta al regolare iter burocratico di autorizzazione previsto dalla legge italiana. Per ironia della sorte l’assunto iniziale dell’ “anteporre l’uomo al denaro” viene negato dallo svolgersi degli eventi che porta, oggettivamente, il denaro (qui rappresentato dalle funzioni del Commissario Liquidatore) ad anteporsi ai bisogni più essenziali dell’essere umano. Non è insolito che il “nuovo” tenda a sostituire il “vecchio”, è deprecabile che questo avvenga in una logica che porta all’impoverimento e alla perdita di elemeti utili alla qualità della vita sociale dei cittdini, con il solo, maldestro, scopo di annientare ciò che prima c’era.

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