LAMEZIA, MASCARO GIUDICATO CANDIDABILE ANCHE IN APPELLO

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Confermata invece l’incandidabilità di Giuseppe Paladino, ex vicepresidente del consiglio comunale, e di Pasqualino Ruberto. La sentenza riguarda lo scioglimento per mafia del novembre 2017

Confermata in appello la sentenza di primo grado. Anche la Corte d’Appello di Catanzaro dichiara l’incandidabilità di Giuseppe Paladino, ex vicepresidente del consiglio comunale, e di Pasqualino Ruberto, già candidato a sindaco, nel corso delle amministrative del 2015, e consigliere comunale di minoranza insieme a Paladino che nel corso del tempo è poi passato tra le fila della maggioranza. Entrambi sono stati coinvolti nell’inchiesta Crisalide della Dda di Catanzaro, procedimento nel quale in primo grado Ruberto è stato assolto dall’accusa di concorso esterno e Paladino sta seguendo il rito ordinario. Rigettata, invece la richiesta di incandidabilità per Paolo Mascaro, ex sindaco di Lamezia Terme, avanzata dal ministero dell’Interno.
 Secondo i giudici d’appello, presidente Alberto Nicola Filardo, la situazione di condizionamento mafioso dell’amministrazione comunale, che è stata sciolta a novembre 2017, risulta provata «tanto sotto l’aspetto dell’alterazione della formazione del consenso elettorale che dell’imparzialità e della regolarità dell’azione amministrativa». 
«Infatti, sotto il primo aspetto, gli esiti dell’operazione di polizia giudiziaria “Crisalide”, ampiamente documentata nella relazione del Prefetto di Catanzaro, nella relazione della commissione d’accesso e negli atti depositati dalla Procura di Lamezia Terme, danno conto dell’appoggio elettorale offerto dalla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri ai candidati Ruberto Pasqualino, Paladino Giuseppe, anche per il tramite dei signori Miceli Antonio e Torcasio Teresa», scrivono i giudici, i quali poi si distaccano dalle posizioni dei due ex consiglieri coinvolti in Crisalide e prendono in considerazione le posizioni di altri consiglieri di maggioranza. «Ed è bene considerare che tale operazione contro il crimine ha visto il coinvolgimento anche di Mazza Antonio, inserito nella lista elettorale “Pasqualino Ruberto Sindaco”, di De Sarro Francesco, consigliere comunale in carica al momento dello scioglimento, di Raso Marialucia, consigliere di maggioranza e fidanzata di Gualtieri Alessandro arrestato quale indagato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, di Carnovale Massimiliano, assessore comunale, di Caruso Titina, consigliere comunale coniugata con Cristaudo Giuseppe, soggetto sospettato di rapporti con il pregiudicato Giampà Giuseppe».

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