LE PESANTI CONSIDERAZIONI DI GIOVANNI CALABRESE SULLA ASSOCIAZIONE DEI SINDACI

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 Chi vuole fare il presidente si proponga non per occupare una poltrona per conto di un partito ma per portare avanti le istanze della Locride nel rispetto di noi sindaci, dei cittadini e del territorio che rappresentiamo “. In questa frase del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, sta l’essenza del dibattito che ha caratterizzato l’assemblea dei Comuni della Locride prima della elezione a presidente, con una maggioranza decisamente risicata, di Caterina Belcastro, sindaca di Cauolinia, eletta al termine di tre votazioni l’ultima della quale le ha consentito , dopo il ritiro della candidatura del suo principale antagonista, Cesare De Leo, sindaco di Monasterace di totalizzare , su 32 presenti, 17 voti a favore. La vittoria di Caterina Belcastro è stata la vittoria di Aldo Canturi, sindaco di Bianco , esponente Pd, che ha insistito sino all’ultimo di “passare” alla votazione malgrado gli appelli arrivati da parte di molti altri colleghi sindaci sulla necessità di garantire all’assemblea una presidenza se non unanime almeno piu’ larga viste le molteplici difficoltà che si accompagnano alla attività dei sindaci e alla stessa sopravvivenza della associazione. C’era stato, prima dell’ultima votazione, un ultimo tentativo in questa direzione proposto dallo stesso Cesare De Leo che aveva invitato Caterina Belcastro e quella che è stata definita la sua “cordata” ad una rinuncia alla candidatura ( sua e della Belcastro) a favore di un terzo sindaco super partes indicato nella persona del neo sindaco di Marina di Gioiosa Ionica, Geppo Gemia. Una proposta decisamente respinta, in primis da Aldo Canturi che ha definito una “offesa per tutti gli altri sindaci proporre l’ultimo arrivato” e ,poi, dalla stessa Caterina Belcastro che si è appellato al voto democratico dei suoi colleghi. Alla fine una elezione senza applausi, favorita dal ritiro di Cesare De Leo ( al quale sono stati dati comunque sei voti ) con otto schede bianche e una scheda nulla, che ha chiuso, quasi alla chetichella, l’ennesima pagina nera dell’ Associazione. Il tutto dopo quattro ore di discussioni, molte delle quali ripetitive durante le quali Vittorio Zito ( Roccella) , Stefano Raschellà ( Mammola), Rocco Luglio ( Portigliola) , Giovanni Pittari ( San Giovanni di Gerace) , Salvatore Fuda ( Gioiosa Ionica), Giorgio Imperitura ( Martone) , Giuseppe Campisi ( Ardore), Vincenzo Maesano ( Bovalino), Antonio Vito Crinò Casignana), Domenico Stranieri S. Agata del Bianco) , Vincenzo Loiero ( Grotteria) qualche altro sindaco in maniera veloce e soprattutto Aldo Canturi, Caterina Belcastro, Cesare De Leo e Giovanni Calabrese a piu’ riprese hanno esposto i loro punti di vista con toni a volte accesi evidenziando una chiara contrapposizione, anche di natura politica che certamente è stata poco confacente ad una serata che in molti speravano si potesse concludere in maniera piu’ positiva. Ci sono state anche un paio di sospensioni – chieste in particolare dai sindaci delal Vallata del Torbido – per cercare di portare l’assemblea su scelte piu’ o meno unanime ma i tentativi sono stati inutili . Ed è stato, ancora una volta Giovanni Calabrese che, quando, ogni tentativo di dare all’assemblea un presidente “unitario” stava sembrando inutile ad affermare una ulteriore frase che la dice tutta sull’immediato futuro ” Con questi atteggiamenti si sta scrivendo la parola fine all’associazione dei Comuni della Locride. Un vero necrologio per un’assemblea che oggi esce distrutta.”. Una affermazione certamente molto grave alla quale toccherà adesso a Caterina Belcastro cercare di dare le giuste risposte. La sindaca di Caulonia non è nuova a forti battaglie politiche e lo stesso ruolo che ricopre in seno alla Città Metropolitana è la dimostrazione dei consensi politici che è riuscita a costruirsi nel suo partito, il Pd. Ma l’organismo che comprende i sindaci della Locride è altra cosa e deve vedersela con una serie di problemi che pesano enormemente sul territorio e che possono essere affrontati con possibilità di soluzione solo se c’è unità e compattezza d’intenti. Molto potrebbe dipendere anche dagli equilibri che si potrebbero creare con la elezione del presidente del Comitato esecutivo e del suo direttivo che, adesso, sarà il prossimo scoglio che l’assemblea dovrà superare. Certo, a vederla come osservatori esterni, la situazione non è bella, anzi …. Resta comunque la speranza che si trovino i giusti assestamenti per riportare la serenità, che oggi non c’è, all’interno dell’Associazione, Chissà che, alla fine, anche il fatto di essere la prima donna a ricoprire questo importante incarico , da quando è stata costituita, all’interno dell’associazione non aiuti Caterina Belcastro. Vedremo.

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