L’EREDITÀ DI NATUZZA TIENE DISTANTI VESCOVO E FONDAZIONE

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I familiari di Fortunata Evoloauspicano che le parti possano presto riconciliarsi

Ieri nei luoghi di Natuzza, a dieci anni dalla sua morte, con i due eventi separati (la celebrazione in Cattedrale e il concerto nella chiesa non ancora aperta al culto ) si è toccato con mano il segno della divisione, ma nello stesso tempo si è avuta quasi l’impressione che qualcosa sottotraccia in grado di portare ad una felice soluzione della dolosa vicenda si stia, forse, muovendo.

I successivi passaggi e gli sviluppi che si registreranno nei prossimi giorni in coincidenza con il ventiseiesimo anniversario dell’arrivo a Paravati della statua della Madonna ci aiuteranno a capire meglio se ci sono ancora o meno i margini per trovare tra l’ente morale di Paravati e la Curia vescovile un punto di incontro. Un segnale importante in questa direzione potrebbe arrivare dalla volontà comune di adoperarsi per svolgimento nella Villa della Gioia di questa importante ricorrenza della prima decade di novembre che a Paravati si ripete ormai da oltre un quarto di secolo e alla quale Natuzza mai e poi avrebbe rinunciato.

Uno dei momenti centrali della giornata di ieri è stata la celebrazione tenuta dal vescovo Luigi Renzo nella cattedrale alla presenza dei figli Antonio, Angela e Franco con le rispettive famiglie, nonché di altri familiari. Un momento particolare in cui lo stesso presule alla fine – senza mai comunque fare esplicito riferimento alle divisioni tra fondazione e diocesi – ha espresso l’augurio che si possa trovare al più presto una soluzione. All’inizio dell’omelia il presule nel salutare i cenacoli ha ricordato il recente incontro avuto a Roma con Papa Francesco nel corso del quale il pontefice “ha mostrato – ha detto il pastore diocesano – grande attenzione verso i gruppi di preghiera «facendomi una raccomandazione che al momento non vi posso dire». Al termine della celebrazione parole ferme e fiduciose sono state espresse da una delle nipoti di Natuzza, Fortunata Nicolace, figlia di Antonio, la quale ha ringraziato il vescovo «per belle parole usate» esprimendo l’augurio a nome della famiglia che «con l’aiuto della Madonna e della nonna» tutto si possa risolvere al più presto nel migliore dei modi. Fortunata ha anche sottolineato l’ubbidienza alla chiesa che ha sempre accompagnato il cammino della Serva di Dio.

Nel pomeriggio lunghe file fedeli sempre più numerosi, provenienti da ogni angolo della penisola, hanno pregato davanti alla tomba di Natuzza e assistito al concerto che si è tenuto nella chiesa della Villa della Gioia.

(fonte gazzetta del sud)

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