5 Dicembre 2020
Slai-Cobas: «A giudizio contro i Comuni inadempienti»
«Evidente inadempimento dei Comuni di Grotteria e Siderno, che si rifiutano di attivare l’intervento sostitutivo»
 

Scenderanno nuovamente in sciopero i lavoratori dipendenti di Locride Ambiente. Comunicazioine in questo senso ha dato il responsabile del sindacato Slai-Cobas Nazzareno Piperno con una nota indirizzata alla Prefettura di Reggio Calabria, al Commissariato di Polizia di Siderno, ai Comuni di Grotteria, Monasterace, Motta San Giovanni, Marina di Gioiosa e Siderno oltre che alla struttura gestionale dell’azienda.

Nella nota si scrive che «non essendo al momento intervenuto alcun cambiamento idoneo a far venire meno le motivazioni poste a fondamento della protesta, nonostante l’effettuazione delle 2 giornate di sciopero gli scorsi 29 e 30 ottobre 2019 si proclamano altri due giorni di sciopero per il 15 e il 20 novembre 2019».

Si precisa anche che i lavoratori continuano ancora ad accreditare 124 giorni di retribuzioni arretrate, «il tutto nell’assoluto silenzio dell’azienda che, sino ad oggi, non ha ancora fornito alcun elemento che possa far sperare in un’inversione di tendenza e nel pagamento in tempi brevi di almeno una parte delle mensilità sin qui maturate». «Il disagio dei lavoratori, peraltro, – si legge ancora – è vieppiù aggravato dall’evidente inadempimento delle stazioni appaltanti, con particolare riferimento ai Comuni di Grotteria e Siderno che hanno del tutto omesso di attivare l’intervento sostitutivo ex art. 30 D.leg.vo n. 50/2016 richiesto dai lavoratori, nonostante il preciso obbligo posto a loro carico dalla indicata normativa. Al riguardo – prosegue il sindacato – l’ufficio legale si è mosso giudizialmente contro le Amministrazioni inadempienti; passi obbligati non solo a tutela dei lavoratori ma anche per ripristinare un minimo di legalità visto che l’inadempimento di una pubblica amministrazione a un preciso obbligo di legge, e quindi l’inadempimento proveniente da un soggetto che invece dovrebbe essere garante di legalità, è qualcosa che fa rumore e che più di altri merita di essere denunciato nelle aule di giustizia».

Lo Slai-Cobas ricorda ancora che i lavoratori si trovano ormai da anni a vivere in un continuo clima di tensione «che si concretizza in un flusso continuo di contestazioni in cui vengono ascritti a responsabilità dei lavoratori eventi ed episodi inesistenti o del tutto fortuiti» e presunte «strategie vessatorie che vanno dal sistematico rifiuto delle ferie fino ad arrivare a licenziamenti intimati in assenza di presupposti adottati nei confronti di lavoratori spesso autorevoli e particolarmente attivi dal punto di vista sindacale». Si precisa ancora che la motivazione principale della protesta pur essendo di carattere economico «non rappresenta certo la sua unica causa e affonda le proprie radici in un clima ormai insostenibile e nella necessità dei lavoratori di recuperare almeno un minimo di serenità sul luogo di lavoro nei confronti di un’azienda che continua a disconoscere, con i propri comportamenti, valori fondamentali quali la dignità di lavoratori e padri di famiglia che chiedono soltanto di essere rispettati in quanto uomini onesti».

«Per questi motivi – è la conclusione – i lavoratori oggi si trovano costretti a scioperare e non vogliono intimorire nessuno, non avendo altro modo di far sentire la propria voce». Il sindacato lascia comunque aperta la porta della propria «disponibilità a un incontro al fine della risoluzione della vertenza in atto».

(FONTE GAZZETTA DEL SUD)

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