LUNGOMARE, UNA NUOVA FERITA E STAVOLTA I DANNI SONO GRAVI

372

Si stimano i costi, ma i tempi s’annunciano lunghi

È stata una domenica amara per la città. Ancora una volta il lungomare, luogo simbolo di Siderno, ristrutturato da pochi mesi dopo un’attesa di circa sei anni dalla devastazione che lo aveva orrendamente mutilato, nuovamente ferito mercoledì scorso a causa di una voragine apertasi sul marciapiede lato sud, ha subito una nuova mareggiata, che ne ha divelto ben centottanta metri. Il nuovo crollo si è verificato a poche decine di metri dalla voragine che si era aperta mercoledì mattina: devastate la ringhiera e il water front che si affaccia sul lungomare. Un brutto colpo per la città perché i danni, stavolta, sono abbastanza rilevanti.

La precedente voragine, come abbiamo riferito nei giorni scorsi, era stata già riempita di sabbia e attendeva solo il ripristino delle mattonelle. In questo caso ci sarà da ricostruire e mettere in sicurezza tutto. La spesa non è stata ancora quantificata ma non sarà roba di poco conto.

Decisamente sconcertati molti cittadini anche se, è giusto dirlo, il tratto di lungomare precipitato fa parte di una zona che non era stata interessata, al pari del tratto sul quale si è aperta la recente voragine, dalla devastazione del 2013/2014.

Resta però la gravità della situazione. Il timore è, adesso, che qualche ulteriore ondata di maltempo non provochi ancora danni a una struttura che, ormai già intaccata, difficilmente potrà resistere alla furia del mare se non ci saranno immediati e definitivi interventi, Appena questa estate era stata predisposta dalla terna commissariale una cerimonia d’inaugurazione del lungomare, dopo la ristrutturazione che aveva richiesto tempi molto lunghi a causa delle solite pastoie burocratiche e della necessità di reperire tutti i fondi per il ripristino. Adesso questo nuovo crollo ha nuovamente deturpato la “passeggiata” che era , e rimane, il vanto della cittadina.

Il tratto interessato al crollo è stato circoscritto e interdetto al pubblico. Nei prossimi giorni vedremo quali altre saranno le soluzioni che l’ufficio tecnico e i commissari prefettizi adotteranno. L’ing. Pietro Fazzari, responsabile del settore lavori pubblici si è già messo all’opera per allestire una perizia e vedremo, quindi, anche sul piano economico a quanto ammontano i nuovi danni.

Resta un interrogativo che molti cittadini dopo quest’ultimo crollo si stanno facendo: che fine ha fatto lo sbandierato programma che avrebbe dovuto mettere in sicurezza la costa ionica proprio per impedire che le mareggiate devastassero nuovamente i litorali?

Facebook Comments



Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.