MIMMO LUCANO ANCORA IN TV DA FAZIO: «SONO STATO TRAVOLTO DA UNA CORAZZATA»

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L’ex sindaco di Riace ospite di “Che tempo che fa” su Raidue; «Ricevere quelle accuse fu sconvolgente, io stesso non riuscivo a capire cosa succedeva»

Mimmo Lucano torna sulle tv nazionali, ancora una volta ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” su Raidue. Intervistato dal conduttore genovese, l’ex sindaco di Riace ha parlato del suo allontanamento dalla cittadina che fu il simbolo dell’accoglienza: «Fu sconvolgente, io stesso non riuscivo a capire cosa mi succedeva quando ho ricevuto le accuse». Poi, le domande di Fazio sull’attuale amministrazione del piccolo centro della jonica: «La demolizione della fattoria didattica? Quella struttura l’abbiamo fatta anche grazie alle borse lavoro con i rifugiati, ma abbiamo anche bonificato un’area a rischio ambientale, trasformandola in un’attrattiva turistica per le scuole».
Nessun commento negativo su Antonio Trifoli, l’attuale sindaco dichiarato ineleggibile, ma una dissertazione sulle ragioni del proprio impegno in politica e sulla propria mancata rielezione in consiglio comunale: «Non ho insistito sulla politica di accoglienza solo per mia volontà: nel 2008 il ministero mi chiamò dicendo che il ministro non voleva che i rifugiati andassero al nord. Allora io accettai di accoglierli a Riace perché non potevo accettare che venissero trattati come rifiuti tossici. Non mi sono candidato alle europee perché una cosa è l’ideale politico, un’altra è una carriera politica. Il senso della politica è fare partire le cose dal basso. Non sono stato eletto perché travolto da una corazzata, perché avevo già fatto quattro mandati e forse negli elettori c’era una voglia fisiologica di cambiare, e poi perché ormai c’è questo nuovo partito (la Lega, ndr) che si sta affermando anche al Sud».
Infine, l’attacco agli ultimi due ministri degli interni, a suo avviso mandanti politici dei suoi guai giudiziari: «La politica del decreto Minniti è stata quella di far tornare le persone nei lager della morte in Libia, poi con l’avvento di Salvini nel 2018 c’è stata ancora più oppressione».

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