NESCI NON SI ARRENDE E FA APPELLO A GRILLO PER LA CANDIDATURA

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Mercoledì a Roma la riunione con il capo politico 5 Stelle Si va verso la corsa solitaria

Il giorno decisivo per decifrare il futuro del M5S in Calabria potrebbe essere quello di mercoledì. A Roma i parlamentari calabresi torneranno a incontrare il capo politico Luigi Di Di Maio per stabilire – si spera – in maniera definitiva la linea da assumere in vista delle elezioni regionali. Gli orientamenti sono diversi. C’è chi vorrebbe tornare alla “terza via”, ovvero correre in autonomia rispetto a centrosinistra e centrodestra, e chi ancora spera in un accordo con il Pd, per replicare l’esperimento giallorosso. Un incontro con il capo politico c’è già stato nei giorni scorsi in Senato subito dopo la riunione con i parlamentari emiliani, anch’essi per la corsa in solitaria – e in quella sede Di Maio avrebbe detto chiaramente no, perché in contrasto con lo Statuto del Movimento, alla candidatura della deputata Dalila Nesci, che si è proposta per la guida della Regione.

La giovane deputata di Tropea, però, non si dà per vinta e non ha ancora messo da parte le ambizioni di diventare la candidata a governatore dei pentastellati. La regola grillina alla quale Nesci chiede di derogare, considerata “aurea” dal cofondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio, è quella che non consente agli eletti nelle file del Movimento di lasciare il seggio per prendere parte ad un’altra competizione elettorale: se sei stato eletto alla Camera – come è il caso di Nesci – non puoi lasciare Montecitorio per candidarti a presidente di una Regione. Una regola a cui Di Maio non intende derogare, incurante delle rimostranze di Nesci che, nel corso della riunione, ha tirato in ballo il caso del viceministro Giancarlo Cancelleri, “reo” di aver lasciato il suo posto nel Parlamento regionale siciliano, l’Ars, salutando Palermo per Roma e generando una marea di polemiche e malumori nel Movimento. In realtà, Cancelleri ha lasciato l’assemblea siciliana per un ruolo nel governo, dunque non eleggibile.

A questo punto, però, la deputata calabrese potrebbe appellarsi direttamente al garante Beppe Grillo, chiedendo un intervento diretto teso a fare chiarezza su una situazione che sta creando imbarazzo in tutto il partito.

In un clima di grande incertezza c’è anche chi come Nicola Morra continua a sostenere che la cosa migliore per il M5S sarebbe quella quella di tenersi fuori dalla competizione. Ma è uno scenario che i vari Laura Ferrara, Massimo Misiti, Anna Laura Orrico, Alessandro Melicchio vorrebbero evitare perché convinti della necessità di offrire un riferimento ai tanti attivisti al lavoro sui territori.

La partita, comunque, è ancora lunga. Per la presidenza i nomi che circolano, “pescati” dalla società civile, sono sempre gli stessi, quelli del medico ambientalista Ferdinando Laghi e dell’imprenditore del tonno Pippo Callipo, ancora in attesa di una risposta da Di Maio dopo il corteggiamento dei mesi scorsi, e parecchio scettico a scendere in campo senza un reale patto tra le forze sane della Calabria. L’ex prefetto Giuseppe Gualtieri, altro nome circolato con insistenza negli ultimi mesi, difficilmente accetterebbe una candidatura in quota M5S senza l’accordo col Pd. Nelle prossime ore è attesa pure la nomina del coordinatore della campagna elettorale. Per l’incarico si fa il nome del deputato Paolo Parentela. Ma, vista la situazione così fluida, non è detto che l’ipotesi resti in piedi fino alla riunione di mercoledì.

an.ri.

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