OSPEDALE, LA TAC È GUASTA E IL PAZIENTE FINISCE A REGGIO

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Quello che accade qui «è veramente vergognoso»E tra le disfunzioni del nosocomio locrese la donna evidenzia che «nei reparti non ci sarebbero coperte…»

Una cittadina di Locri, ma residente in una città del Nord Italia, punta il dito contro il sistema sanitario territoriale dopo aver toccato con mano le gravi disfunzioni che si registrano presso l’ospedale spoke di Locri e che a volte provocano casi mortali di malasanità.

Lo scorso 18 novembre, un familiare della scrivente versava in gravissime condizioni di salute a causa di un ictus. Le condizioni dell’uomo erano tali da necessitare di un esame Tac con urgenza. Ma «l’ospedale di Locri – scrive nella lettera aperta la signora – non è stato in grado di effettuare tale indagine. La Tac era guasta» ed è rimasa in tilt per più giorni dal momento che il pezzo ritirato non era quello giusto Il che ha fatto sì che «familiari e paziente venissero dirottati a Reggio Calabria» dove l’interessato poteva essere sottoposto all’urgente esame diagnostico. Con rabbia la signora si chiede «a chi spetta la responsabilità per questo mancato funzionamento della Tac» e soprattutto chi deve adoperarsi «per evitare che gli ammalati vengano trasferiti da una parte all’altra per 100 km con rischi e pericoli?». L’arrabbiata cittadina locrese non solo si domanda «quanto bisogna aspettare per capire come si muove la macchina burocratica, economica e politica, affinché si possa avere un ospedale che sopperisce ai bisogni dei cittadini locresi e dei paesi limitrofi?» ma evidenzia come questa preoccupante situazione crea disagi e rischi anche «ai medici professionali che ivi lavorano».

Tra le varie disfunzioni del nosocomio locrese la donna evidenzia che «siamo a fine novembre e le coperte, mi risulta, bisogna portarle da casa altrimenti i pazienti possono contrarre malattie da raffreddamento» e che «la colazione viene servita in bicchieri di carta, col rischio di rovesciare il contenuto». Quanto al rischio che l’ospedale spoke possa essere chiuso, la scrivente si chiede «di chi sarebbe la responsabilità? I cittadini come me lo vogliono sapere e vogliono sapere pure i soldi dei contribuenti in quale parte vengono spesi per rimediare alle carenze ospedaliere». In proposito si domanda altresì «quali risultati ha portato la venuta della ministra Grillo? È stata una finta o ha dato dei risultati? Non ne siamo a conoscenza».

Infine, la cittadina locrese si domanda anche «quale percorso fanno le denunce? Rimangono nei cassetti o seguono un iter produttivo? L’intervento del sindaco di Locri che si adopera continuamente in questa direzione a quali risultati porta? Pare non ne abbia ottenuto visto che la situazione sta diventando cronica».

La lettera si chiude evidenziando la differenza tra gli ospedali del Nord che spingono a dire che, in confronto, quello che accade all’ospedale di Locri «è veramente vergognoso! I cittadini della Locride vogliono risposte e servizi adeguati. Per la salute di tutti e per le tasse che paghiamo!».

PINO LOMBARDO (Gazzetta del Sud)

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