OVERING: Fiumi di coca, nuovo verdetto per le cosche della Locride alleate dei narcos

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Annullata una condanna, processo-bis per 6 imputati


Una condanna annullata e il rinvio alla Corte d’Appello per una nuova decisione su alcuni capi di imputazione. Questa la decisione della Corte di cassazione chiamata a mettere il suo verdetto sull’operazione “Overing” la maxi inchiesta sul narcotraffico gestito da esponenti dei clan vibonesi e del Reggino direttamente con i cartelli colombiani. Gli ermellini hanno annullato senza rinvio la condanna a 4 anni di Agostino Di Barbora, 56 anni di Mortegliano. La Suprema Corte ha poi rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Catanzaro affinché si pronunci nuovamente limitatamente ad alcuni capi per quanto riguarda le posizioni di Domenico Cino 65 anni, di Spilinga (condannato in secondo grado a 16 anni); Rocco Logozzo di Marina di Gioiosa (condannato in appello a 7 anni e 4 mesi); Fabrizio Cortese di San Gregorio d’Ippona (condannato in appello a 15 anni ed 8 mesi); Francesco Cortese di San Gregorio d’Ippona (condannato a 14 anni ed 8 mesi); Salvatore Jacopetta di Gioiosa Jonica (condannato in appello a 4 anni e 18mila euro di multa) e Roberto Piras di La Spezia (condannato in appello a 4 anni, 4 mesi e 18.600 euro). La Corte ha invece rigettato il ricorso di Elio Dell’Unto di Aprilia (condannato in appello a 6 anni), condannandolo al pagamento delle spese processuali. Ha poi dichiarato inammissibile il ricorso di Saverio Patania di Stefanaconi (condannato in appello a 3 anni e 4 mesi) che condanna anche al pagamento delle spese processuali nonché al versamento della somma di duemila euro alla cassa delle ammende.
Confermata nel resto la sentenza emessa il 14 dicembre del 2018 con cui la Corte d’Appello di Catanzaro aveva condannato a 5 anni e 8 mesi Domenico Trimboli, 64 anni, di Platì, dal 2015 collaboratore di giustizia e ritenuto uno dei più grandi broker della cocaina al servizio della ‘ndrangheta; a 4 anni il colombiano Bernardo Piritoba Garnica; a 5 anni Alberto Tabares. Il processo d’Appello aveva invece confermato le assoluzioni per Giuseppe Foti, 41 anni, di Stefanaconi; Tommaso Loccisano, 46 anni di Marina di Gioiosa Jonica; Claudio Timperi, 55 anni, di Fiumicino. Tutti gli imputati erano accusati, a vario titolo, di aver importato diversi chili di cocaina nel territorio italiano dal Sud America con un accordo fra vibonesi e reggini per la ripartizione dei ruoli e la suddivisione dei guadagni. L’operazione era stata condotta dal Ros di Catanzaro e nasce da un troncone della più nota operazione “Decollo” del 2004. Droga, secondo quanto emerso dalle indagini della Dda e del Ros dei carabinieri, fornita dai cartelli colombiani che seguiva le rotte del Venezuela passando per l’Argentina e la Spagna prima di approdare in Italia e più precisamente in Calabria. A Panaia di Spilinga, infatti, il prodotto veniva estratto e lavorato seguendo le direttive tecniche di un chimico giunto da Medellin. La raffineria per la cocaina era stata scoperta in un casolare di campagna di proprietà del vibonese Domenico Cino.
Nel corso delle indagini, i carabinieri del Ros sono arrivati a sequestrare fino a 600 chili di cocaina, sbarcata in diversi porti, fra i quali anche quello di Gioia Tauro.

FONTE Gaetano Mazzuca (GAZZETTA DEL SUD)

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