POLLINO, 14 RINVII A GIUDIZIO E 40 INDAGATI IN ABBREVIATO

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Per in vasto giro di narcotraffico internazionale

Si è conclusa con l’ammissione di 40 imputati al rito abbreviato e con altri 14 imputati rinviati a giudizio davanti al tribunale di Locri l’udienza preliminare del maxiprocesso nato dalle indagini European ‘ndrangheta connection – Pollino”, scattata nel dicembre dello scorso anno tra Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, in un’azione comune contro la ‘ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America, nel quadro di un’organica ricostruzione di molteplici attività delittuose poste in essere, sul territorio nazionale e all’estero, da diversi esponenti di affermate e storiche famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel cuore della Locride.

Dei 61 indagati alcuni sono stati “stralciati” per aspetti tecnico-formali, quali la notifica dell’avviso 415-bis che è avvenuta al difensore d’ufficio in assenza di formale dichiarazione di irreperibilità degli interessati. Altri hanno optato per la discussione dell’udienza preliminare con il gup distrettuale reggino Natalia Catena che ha accolto la richiesta formulata dai pubblici ministeri della Dda ed ha rinviato a giudizio 14 imputati che dovranno comparire davanti al Tribunale penale di Locri all’udienza del 9 gennaio 2020.

Infine sono stati ammessi al rito alternativo 40 imputati: per loro la prossima udienza è stata già stabilita al 21 gennaio, con l’inizio della discussione affidata ai magistrati della Dda reggina che iniziano la requisitoria.

La Procura Antimafia di Reggio Calabria contesta una serie di reati che vanno, a vario titolo e con modalità differenti, dall’associazione per delinquere di stampo mafioso al favoreggiamento, alla partecipazione ad un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, alla detenzione e/o cessione di droga, a tentativi di importazione di droga, di riciclaggio, intestazione fittizia ed altro.

La maxioperazione è il frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell’ambito di una squadra investigativa comune (“Joint Investigation Team”) costituita nell’ottobre del 2016, presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania, cui hanno aderito, per l’Italia la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria con il supporto della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro.

L’inchiesta avrebbe consentito di svelare l’esistenza di una agguerrita consorteria calabrese di stampo ‘ndranghetista, in grado di contare su basi logistiche dislocate in più Regioni d’Italia ma anche, e soprattutto, nei Paesi Bassi e in Germania, in tale contesto presunti esponenti delle consorterie di ‘ndrangheta dei “Pelle-Vottari”, “Romeo” e “Giorgi” di San Luca, molti dei quali già da anni stabilmente residenti in Nord Europa, luoghi ove coordinavano importazioni di cocaina dall’America Latina. Nell’ambito della parallela indagine “Hermes”, La GdF Catanzaro, unitamente allo S.C.I.C.O. di Roma, delegato anch’esso dalla Dda di Reggio, stava investigando su un gruppo criminale della Locride (“Ietto-Marando”), i cui presunti esponenti principali erano emersi anche nelle attività investigative della Polizia. Infine le indagini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno quindi consentito di individuare cespiti immobiliari e attività commerciali acquisiti da alcuni degli indagati in territorio italiano, tedesco ed olandese, per i quali all’epoca il Gip ha disposto il sequestro preventivo, sia quali beni direttamente strumentali alle condotte criminali, sia quali beni di cui gli indagati disponevano in “sproporzione” rispetto ai redditi leciti prodotti.

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