SOFO: «SUI NOMI DECIDE SOLO SALVINI»

130

L’aspirante europarlamentare racconta le mosse della Lega in vista delle Regionali. «Vogliamo essere il sindacato dei calabresi». La vicinanza con la famiglia Gentile («Sono vicino solo ai 20mila che mi hanno votato). I rapporti con Coldiretti. E i venti di rivolta locale nel movimento. «Forse qualcuno voleva tenere cariche per sé, ma è così che si cresce»

A Parigi nevica. E il freddo d’Oltralpe fa da contrappasso al clima politico calabrese, che si va surriscaldando. È tanta l’attesa per le scelte dei poli che si avvicinano alle Regionali. Sulle agende dei maggiorenti del centrodestra questo week end è cerchiato in rosso. Potrebbe essere quello decisivo per arrivare alla scelta di un candidato governatore. Se sarà unitario si vedrà. Vincenzo Sofo, europarlamentare calabrese in pectore (aspettando la Brexit, fino ad allora il suo seggio è congelato), ha un legame forte con la Francia (la sua fidanzata è Marion Le Pen) e osserva per ora a distanza ma spiega al Corriere della Calabria che ha intenzione di impegnarsi. In che veste? Anche quello si vedrà Perché tutto è legato alle scelte di Salvini. Specialmente sui nomi. Perché «solo a lui spetta occuparsene».

Il nome del candidato di centrodestra ancora non c’è, mentre il centrosinistra ha deciso di puntare su Florindo Rubbettino. Crede che la chiusura di un accordo sia lontana?
«No, non credo sia lontana. La coalizione di centrodestra è un esito naturale del percorso. Certo è che le cose vanno fatte bene e attendiamo che Forza Italia proponga un nome, sperando che sia un nome che possa effettivamente rappresentare al meglio la coalizione».

Quali sono gli obiettivi a cui punta la Lega per le prossime regionali? Crede che potrete rappresentare anche in Calabria la maggioranza relativa nella coalizione con Fi e Fdi?
«Sì, io credo che il segnale dato dai calabresi alle Europee è un segnale molto forte. Credo che l’obiettivo della Lega sia quello di cercare di essere il motore di questa coalizione in modo tale da essere il motore del progetto politico per il futuro della Calabria, che è la cosa più importante. Ancor più importante del candidato e di quali saranno le liste a sostegno. Secondo me l’obiettivo della Lega in Calabria dev’esser quello di essere una sorta di sindacato dei calabresi, anche nei confronti della stessa maggioranza di centrodestra che presumibilmente andrà a governare».

In Calabria, i militanti leghisti della prima ora lamentano di essere stati messi da parte a favore di pezzi di centrodestra pronti a transitare nel Carroccio per ragioni più o meno opportunistiche. Alcuni hanno minacciato una raccolta di firme contro il commissario Invernizzi. Dal day after della campagna elettorale per le Europee, il clima nel partito locale non è troppo sereno. Crede che la sua candidatura abbia contribuito ad alimentare tensioni?
«No, assolutamente. Leggo sulla stampa molte ricostruzioni che sono di fantapolitica su potenziali ingressi in Lega, voci totalmente fuorvianti. Articoli che mi fanno sorridere, perché il processo pensato dalla Lega per la Calabria è molto diverso da quello che viene rappresentato dalla stampa. La mia candidatura è arrivata per un motivo molto semplice: c’è stato un movimento che è stato commissariato così come in altre regioni, l’intenzione del nostro segretario generale, cioè Matteo Salvini, è quella di potenziare al Centro-Sud il più possibile il movimento e quindi aprendo le porte a chi fino a quel momento non era stato coinvolto. Io capisco che in Calabria viene subito visto come prendersi vecchi arnesi portatori di preferenze che utilizzano i partiti come taxi e quindi un giorno sono da una parte e un giorno dall’altra, ma aprire le porte non significa per forza questo. Aprire le porte significa andare a coinvolgere il più possibile il territorio e quindi convincere la gente a prendere il vessillo della Lega e sposare un progetto politico. Può capitare che questo crei qualche agitazione da parte di chi era già presente o voleva preservare per sé certe cariche o certi ruoli, ma se un partito deve crescere deve aprirsi e questo è bene che porti una sana competizione all’interno dei movimenti. Serve questo per crescere».

È vero che tra lei e i fratelli Gentile c’è un rapporto di vicinanza politica?
«I fratelli Gentile sono in un partito e io sono in un altro partito. Io sono sceso giù in Calabria quando ho deciso di candidarmi rispondendo a una richiesta del mio segretario per proporre una politica di cambiamento e il coinvolgimento di soggetti nuovi. Capisco i tentativi di creare notizie dal nulla ma Sofo è vicino ai 20mila calabresi che lo hanno votato e stop».

Ambisce ad avere un ruolo nella prossima giunta regionale, nell’eventualità di una vittoria di centrodestra?
«Queste sono cose che deciderà il movimento. Mi sono presentato giù in Calabria per chiedere un voto e rappresentare la regione al Parlamento europeo e spero che questo possa avvenire. Sicuramente, che sia da europarlamentare o da semplice militante, darò il mio contributo per aiutare la crescita della Lega in Calabria e il progetto politico della Lega per la regione».

Le ricostruzioni indicano un asse forte tra lei e Pietro Molinaro, ex presidente di Coldiretti. In Calabria Sofo è rappresentato da Molinaro?
«Sofo è rappresentato da Sofo. Sicuramente la Coldiretti è un soggetto molto importante con il quale interloquire perché l’agricoltura e i piccoli coltivatori hanno un ruolo importante nell’economia calabrese e nel sistema agricolo. Quando si dice aprire al territorio significa questo: è quello che la Lega ha sempre fatto al Nord e che adesso dobbiamo fare al Sud. Non è un caso che Coldiretti sia stata un interlocutore per la Lega anche a livello nazionale».

Sarà candidato Molinaro?
«Quella delle liste è una decisione che va presa con il commissario Invernizzi e con il segretario generale. In questa fase interessa una cosa di cui non si sta proprio parlando: che cosa si propone e cosa si fa per la Calabria. Nessuno parla di progetti per lo sviluppo del turismo, per lo sviluppo dell’identità e quindi del marketing per la Calabria o di come coinvolgere quei milioni di calabresi che vivono lontano dalla Calabria e possono dare un contributo in termini di competenze. Non si parla di come creare collaborazioni con regioni più sviluppate, eccetera».

Forse per lei che sarà ancora gossip ma non ci si può sottrarre dalle considerazioni sui nomi. Il muro nei confronti del cognome Occhiuto è spesso ed è stato riproposto in più occasioni e a più livelli dalla Lega. Salvini ha dato indicazioni di massima ragionando su «altri bravi sindaci di Forza Italia in Calabria». Sofo vede di buon occhio una candidatura del sindaco di Catanzaro Abramo?
«Sofo lascia queste questioni a Salvini, perché è solo lui che deve occuparsene, solo lui che ha tutti gli elementi per trovare la soluzione migliore. Quello che interessa a Sofo, un secondo dopo la scelta, è mettersi lì e stare alle calcagna del candidato del centrodestra per fare in modo che rappresenti davvero il cambiamento. Per i nomi tutto è delegato al 100% a Salvini».

Facebook Comments



Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.