TERRITORIO ABBANDONATO: IL “QUADRILATERO DEL DISSESTO”

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Nei territori devastati dalle alluvioni di Natile, Benestare, Platì e San Luca vivono 12.000 persone. «Ma può essere opportunità per investire e creare nuovi posti di lavoro»

Organizzato dall’associazione “Spiriti Liberi Calabresi”, si è svolto a Benestare, dopo quello tenuto a Natile Nuovo, il secondo dei tre convegni sul tema “Locride: tra burocrazia e abbandono del territorio”. A relazionare è stato ancora una volta il geologo Carlo Tansi candidato a governatore della Calabria alla testa di uno schieramento indipendente.

Secondo Tansi «il dissesto idrogeologico è un flagello ma allo stesso tempo una grande opportunità di investimenti, creazione di posti di lavoro e prevenzione del rischio rappresentato dalle alluvioni. A patto – ha continuato – che i soldi non vadano spesi ma investiti, soprattutto quelli pubblici dai quali i cittadini devono avere un ritorno in termini di qualità della vita e sicurezza».

La drammaticità della situazione della Locride, è stata illustrata dall’arch. Franco Cua, mentre il moderatore Gianfranco Riccelli, si è soffermato sul tema della cultura, che «in una buona amministrazione regionale ‘è necessaria come l’aria». All’incontro, introdotto dal presidente dell’associazione Pietro Sergi, ha dato il suo contributo il segretario dell’associazione, Katia Rocca e alcuni dei tanti cittadini presenti in sala.

Anche Carlo Tansi si è soffermato sul patrimonio culturale e turistico della nostra regione. «Un patrimonio di inestimabile valore – ha detto – che deve diventare necessariamente il volano della rinascita del territorio non solo della Locride ma di tutta la regione».

Il presidente dell’associazione organizzatrice, Pietro Sergi ha annunciato che l’ultimo dei tre convegni previsti, si terrà a Platì, il prossimo 6 novembre. L’appuntamento sarà preceduto da una serie di sopralluoghi al torrente Ciancio e alla ex strada provinciale 112, due criticità che interessano non solo la comunità di Platì ma tutto il territorio, devastato dalle alluvioni che in questi ultimi anni hanno interessato la Calabria e la Locride E in particolare i centri di Natile, Benestare, Platì e San Luca, simboli di un dissesto idrogeologico sul quale è necessaria una profonda e seria riflessione, prima che la situazione precipiti del tutto, con grave danno per i paesi interessati, nei quali vive un popolazione stimabile in circa 12.000 residenti.

ANTONIO STRANGIO (Gazzetta del Sud)

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