E IL SINDACO DI RIACE “ABBRACCIÒ” LA LEGA

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La contestatrice Mosciatti, insultata da alcuni facinorosi: «Da lui nessuna solidarietà»

Il comizio che Matteo Salvini, leader della Lega, ha tenuto giovedì scorso a Reggio Calabria – in occasione del quale numerosi esponenti politici locali e personaggi pubblici gli hanno dato il benvenuto, facendo ben attenzione a farsi fotografare insieme a lui – fornisce interessanti spunti anche in “salsa” riacese.

Il primo, piuttosto sgradevole, ha avuto come protagonista l’artista Chiara Mosciatti, marchigiana di origine trapianatta a Riace, che ha contestato Salvini, accusandolo di non essersi mai davvero interessato alla Calabria. Apostrofata come «cretina, bastarda e drogata», la donna è stata scortata dalle forze dell’ordine per evitare che la situazione trascendesse. Nella sua pagina Facebook, in merito al triste episodio, si legge: «Riguardo all’aggressione che ho subito, i messaggi di solidarietà che sto ricevendo sono centinaia, e il primo è arrivato dal consigliere delegato alla Cultura comunale e metropolitano di Reggio Calabria. Queste scuse mi sono fondamentali per il lavoro di connessione internazionale che sto facendo tra Riace, Amsterdam e il Curacao, lavoro che svolgo da sette mesi all’interno del Comune di Riace. Da parte di Antonio Trifoli, sindaco di Riace e presente al comizio di Salvini, non ho però ricevuto finora neanche un attestato di solidarietà per i fatti accaduti, di cui lui è perfettamente informato. Date le circostanze, questo atteggiamento mina profondamente le basi di fiducia su cui si è fondata la collaborazione per il mio progetto artistico di rilancio cittadino e regionale. La questione mi amareggia e mi allarma – conclude la Mosciatti – dato che l’estate scorsa Trifoli ha tenuto molto che io fossi presente all’inaugurazione della panchina rossa di Riace, simbolo di lotta alla violenza sulle donne».

Il secondo spunto, introdotto dalla stessa Mosciatti, è proprio la presenza al comizio di Salvini del sindaco Trifoli, che è pure stato uno dei pochi eletti “ammessi” al pranzo con il leader leghista. Una chiara scelta di campo che non meraviglierebbe nessuno se non si sapesse, come invece si sa, che in campagna elettorale e anche successivamente all’elezione, Trifoli aveva sempre rigidamente smentito ogni “vicinanza” alla Lega. Ma tant’è.

fonte gazzetta del sud

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