OLIVERIO INSISTE SUL PASSO INDIETRO (DI TUTTI): «MOLLO PER UN GIOVANE»

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Il governatore, che venerdì sarà alla direzione nazionale del Pd, ribadisce la sua linea, respinge l’accusa di strumentalizzare le “Sardine” e definisce un «grave errore» il commissariamento delle federazioni a lui vicine: «Zingaretti si faccia guidare dalla riflessività»

Venerdì ha in animo di andare alla direzione nazionale del Pd e di parlare guardando dritto negli occhi Zingaretti e lo “Stato maggiore” del Pd che non vuole saperne di ricandidarlo, intanto nell’attesa Mario Oliverio marca ancora il territorio e rilancia il suo invito a fare un passo indietro, al momento rivolto a tutti. Parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa alla Cittadella, il governatore ribadisce, anzi – come dice lui – «insisto» e insiste nel senso di spiegare che «abbiamo la necessità di guardare alla Calabria, e alla Calabria si guarda ponendo come priorità gli interessi della Calabria. Ho dichiarato, e lo ripeto, che sono disponibile a fare non uno ma due passi indietro, e a farlo per un progetto proiettato sulla Calabria. Si è parlato della necessità di rinnovare e mettere in campo una nuova generazione; bene, io accolgo questa sfida. Si metta in campo la candidatura di un giovane, un giovane amministratore, un giovane professionista, un giovane ricercatore, un giovane che possa rispondere a questo identikit e intorno a questo costruiamo uno schieramento vasto, largo. In politica quello che conta è l’obiettivo che si vuole realizzare. Sento dire che si è in ritardo, ma non si è in ritardo. È stato sottoscritto qualche contratto? Io non ho sottoscritto alcun contratto. Non voglio forzare nessuno, sto semplicemente dicendo al mio partito che sono qui per raccogliere questa sfida. Non mi sembra una cosa dell’altro mondo o impossibile, anzi a mio avviso è necessario se c’è la volontà di costruire davvero un percorso di rinnovamento. Mi auguro – sostiene Oliverio – che non ci sia un muro, fino all’ultimo insisto. Ovviamente nell’insistere non mollo, nel senso che nell’insistere muovo nell’interesse della mia regione e non per interessi personalistici lavoro con tutto lo schieramento che si è ritrovato intorno a me, e credetemi è uno schieramento ampio, per corrispondere all’interesse della Calabria. Il lavoro fatto in questi anni è un buon viatico che si proietta nel futuro: sarebbe suicida ritornare all’indietro. E poi, senza esprimere valutazioni sulle persone, investire sul futuro significa investire sulle nuove generazioni. Sto parlando di un investimento nel futuro perché la Calabria bisogna governarla».
«Bisogna intanto vincere, e – rileva il presidente della Regione – credo che ci sono le condizioni se il centrosinistra si ricomponga su una candidatura che risponde alla necessità di governare da tutti i punti di vista la Calabria, di governarla con sostenibilità e fibra perché la Calabria non è una regione semplice, e con idee, progetti e capacità di coinvolgimento della squadra. Non si governa la Calabria dividendo, ma unendo, allargando. Bisogna fare presto, non perdere ulteriore tempo, siamo in ‘zona Cesarini’ ma – osserva Oliverio – non siamo fuori campo». Il governatore poi specifica, replicando all’accusa dei democrat di strumentalizzare il movimento delle Sardine: «Io non ho strumentalizzato nessuno, non ho strumentalizzato, ho raccolto l’appello delle ‘Sardine’ e continuo a raccoglierlo. La mia è una proposta sincera. Mi si metta alla prova, si raccolga la proposta delle ‘Sardine’: nel proporre un giovane non ho fatto altro che raccogliere la proposta di Jasmine Cristallo, leader delle ‘Sardine in Calabria’. Che significa strumentalizzazione? Si verifichi – dichiara il governatore – se è strumentale».
Quindi, una “stoccata” a Pippo Callipo: «Io sto insistendo perché il Pd sia rispettato da tutti. Il Pd è una grande forza, al di là dei punti di vista differenti anche chi contrasta la mia candidatura sono persone perbene. Ma nessuno può arrogarsi il diritto di arrogarsi di fare il censore sugli altri, bisogna confrontarsi e discutere, anche questo modo di porsi solo per alimentare il populismo non è proprio di un profilo da leader. Bisogna misurarsi, confrontarsi e con umiltà e con il rispetto delle persone. Chi giudica chi?». Ma i messaggi a Zingaretti e al Pd non si fermano qui. Oliverio commenta negativamente il commissariamento delle federazioni dem di Cosenza e Crotone, a lui vicine, ma invita il segretario nazionale a non farsi condizionare da altri: «Un errore gravissimo», definisce l’azzeramento delle due federazioni, «un errore gravissimo che non dovrebbe rientrare, e non rientra, nel Dna di una forza democratica, di una forza che del pluralismo e del rispetto dei territori, come è sancito nello Statuto, deve fare i suoi capisaldi e identificabilità. È sbagliato questo modo di rispondere: se c’è un dissenso questo va compreso, bisogna dialogare e bisogna assumerlo perché attraverso l’interlocuzione si possa dare una risposta e non attraverso atti burocratici, verticistici, lontani dai bisogni dei territori. Al di là della vicenda specifica, questo – afferma Oliverio – fa male ai caratteri di un partito come il Pd, che non può farsi prendere dal nervosismo anche nei gruppi dirigenti con atti che sfigurano la funzione e la natura del partito. Io sono preoccupato anche per questo, perché sono membro del Pd, la mia storia non la lascio a nessuno. Non ci possono essere emissari esterni che vengono a sfigurare questa storia con faciloneria e superficialità e con un agire dettato da un nervosismo che non può avere cittadinanza. Lo dico anche facendo un appello a Zingaretti, che è persona di grande equilibrio: si faccia guidare dalla riflessività, dalla tolleranza, non da chi stimola, spinge, richiede atti che a mio parere non fanno bene al Pd, né a Zingaretti, né alla prospettiva».

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