EDITORIA, GRATTERI: «’NDRANGHETA DENTRO A TV E GIORNALI»

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Il procuratore della Repubblica di Catanzaro a Vibo: «I nuovi boss vogliono manipolare il pensiero della gente». Poi presenta Falvo: «Un fuoriclasse, un grande magistrato di questa terra che conosce questo territorio»

«I capimafia si comportano come gli imprenditori e le mafie, proprio come l’impresa, hanno bisogno di pubblicità. Comprano pezzi di televisioni e di giornale per manipolare il pensiero della gente».
Il passaggio di Nicola Gratteri, durante la presentazione del libro “La rete degli invisibili”, presentato ieri a palazzo Gagliardi a Vibo e scritto insieme ad Antonio Nicaso, non lascia campo a fraintendimenti.
Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, intervistato da Mimmo Famularo, direttore di zoom24.it, ha spiegato come la ‘ndrangheta si stia infiltrando nell’editoria ed i nuovi boss oltre ad intimorire, attraverso i media, provino a creare consenso rifacendosi un’immagine, producendo occupazione.
Gratteri a Vibo ha lanciato anche un messaggio di speranza appellandosi alla società civile: «Scendete in piazza, impegnatevi nel sociale, in politica, non chiudetevi nelle case, non fate solo i censori, non siate spettatori del vostro destino ma iniziate ad essere protagonisti. Faremo cose belle e sarete sempre più liberi ma non rassegnatevi perché dovete avere la speranza che è possibile cambiare».
Tra una riflessione e un’altra, Gratteri ha annunciato l’ormai imminente insediamento a Vibo di Camillo Falvo al quale ha riservato un vero e proprio endorsement: «La prossima settimana a Vibo si insedierà il nuovo procuratore. È un mio pupillo, un fuoriclasse, un grande magistrato di questa terra che conosce questo territorio». Falvo arriva dalla Direzione distrettuale di Catanzaro dove da sostituto procuratore ha firmato alcune delle principali inchieste contro i clan della ‘ndrangheta vibonese: «Non perdo un uomo nel mio ufficio ma ci guadagno perché ci rafforziamo ulteriormente. Avrò un interlocutore privilegiato – dice Gratteri – con il territorio della provincia di Vibo. Il Csm ha lanciato quindi un segnale importante mandando nel posto giusto l’uomo giusto».

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