I «MESI DIFFICILI» DI OCCHIUTO. «A JOLE HO CHIESTO DI ACCELERARE L’ITER DEI CANTIERI APERTI A COSENZA»

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Il 2019 tra dissesto e mancata candidatura a governatore. Il primo cittadino prova a far quadrare i conti: «Torniamo a concentrarci sulla città, siamo stati “inquinati” da eventi che hanno condizionato l’esperienza amministrativa». Con il nuovo anno la nomina del vicesindaco e un rimpasto di giunta

Una conferenza stampa mesta. A Palazzo dei Bruzi non c’è l’euforia degli altri anni; del resto, dopo il lungo tira e molla concluso con la designazione di Jole Santelli come candidata per il centrodestra, non poteva essere altrimenti. Sotto l’ombra del castello Svevo si è consumato il più classico tra gli intrighi di potere. La vice di Occhiuto si è ritrovata a capo della coalizione, il sindaco è rimasto fuori dai giochi del centrodestra, nonostante l’estate rovente da candidato in pectore, e adesso sono arrivati i giorni in cui mettere insieme i cocci del vaso rotto. Lo ammette lo stesso Occhiuto che esordisce dicendo: «Sono stati mesi difficili. Il cammino della nostra amministrazione è stato inquinato da eventi che non hanno a che fare con la vita della città». Sta tutto qui il 2019 di Cosenza. L’anno in cui la Corte dei Conti, per la prima volta nella sua storia, ne ha certificato il dissesto finanziario e quello in cui per la prima volta il sindaco si è ritrovato a fare i conti con quello che c’è da finire. Non bastano le dita di una mano per contare i cantieri aperti in città: l’ultimo tratto di Corso Mazzini, i lavori lungo Viale Giacomo Mancini, la riqualificazione intorno al Planetario, il museo di Alarico da far nascere dalle ceneri del Jolly. I lavori appaltati della navigabilità del Crati. Quello potrebbe essere l’ultimo intervento del decennio Occhiuto. «Io mi sono tirato indietro dalla competizione elettorale, è vero. Fare il governatore non era una velleità, ma a Jole Santelli ho chiesto che vengano accelerati gli iter amministrativi dei cantieri importanti che riguardano la nostra città. Mi riferisco soprattutto ai lavori della metro leggera e alla strada che dovrà nascere su via Reggio Calabria». Segnali che la Santelli avrebbe già recepito anche perché Occhiuto dalla regione si aspetta un maggiore coinvolgimento «mi hanno ostacolato e poi tutto è venuto a galla. I cittadini stanno subendo dei disagi enormi e io li capisco, però quando tutto sarà completato noi saremo una città d’avanguardia».
L’ULTIMO ANNO E MEZZO La casella del vicesindaco è vacante (occupata momentaneamente dall’assessore anziano Matilde Lanzino) ma sarà la prima ad essere occupata per il nuovo anno. Poi si aspetterà l’esito delle regionali per dare un nuovo assetto alla giunta. Sono cinque in tutto gli aspiranti a un posto in consiglio regionale: Michelangelo Spataro (assessore all’urbanistica), Rosaria Succurro (assessore al turismo e marketing territoriale), Loredana Pastore (assessore alle attività economiche produttive), Pierluigi Caputo (presidente del consiglio) e Carmelo Salerno (consigliere comunale). I primi quattro hanno presenziato alla conferenza stampa di fine anno di Mario Occhiuto, ma in base a come andranno le elezioni potrebbero essere sostituiti. «Un consiglio comunale si mantiene grazie agli accordi politici e noi non rappresentiamo certo l’eccezione – spiega Occhiuto – per completare tutto, ho bisogno di persone che si diano da fare e lavorino ai progetti della città senza altre distrazioni».
LA GRANA DEI DIPENDENTI Il primo ventennio del duemila porterà in dote non solo il bilancio riequilibrato per effetto della terna commissariale ma anche una serie di problemi legati alla quiescenza di diversi dipendenti. Ne rimarranno 450 in tutto ma la pianta organica è destinata a diminuire. «Ricorreremo a tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per fronteggiare questa emergenza, in futuro spero si possano bandire anche dei concorsi ma per il momento non possiamo che appellarci allo spirito di abnegazione con cui lavorano i dirigenti e gli impiegati».
LE IMPOSTE DA RECUPERARE E I RIFIUTI PER LA CITTÀ I fantasmi dei cumuli di immondizia ovunque come accadde nel 2011 sono evitati solo perché «abbiamo avviato un sistema di raccolta differenziata efficiente». Ma per Occhiuto il problema non è da ricondurre a responsabilità amministrative del comune. «Hanno bloccato i conferimenti, noi non abbiamo colpe, semmai la Regione su questo dovrà impegnarsi e trovare una soluzione perché non è più possibile che si investa in discariche». Il 2020 sarà anche l’anno di prova e, questa volta sul serio, di Municipia. La società che si occupa di riscossione dei tributi dovrà fare uno sforzo affinché si inverta la tendenza stigmatizzata anche nella delibera di dissesto della Corte dei Conti di un comune incapace di recuperare i soldi evasi dai cittadini. «Con le nuove norme in manovra – spiega l’assessore al ramo Lino Di Nardo – non escludiamo si possa anche procedere al pignoramento dei conti corrente. Resta comunque il fatto che si tratta di evasione di piccoli importi quindi è un problema particolarmente insidioso in cui bisogna fare sempre attenzione a non spendere più di quanto si dovrebbe incassare».
IL CAPODANNO CON CLEMENTINO Ultimo capitolo: l’arrivo per il concerto di Capodanno del rapper Clementino. L’artista di Avellino si esibirà nel centro storico e alla domanda se da Jole Santelli (che aveva la delega alla città vecchia) si fosse aspettato di più Occhiuto risponde: «Mi volete far dire per forza cattiverie? Io mi sono preso sempre la responsabilità per quello che ho fatto, quando qualcosa non va bene e c’è un sindaco le responsabilità sono sempre sue. Nel centro storico, posso solo dire che sono stati completati i lavori nel quartiere Santa Lucia e finalmente le stanze di Palazzo Alimena ci sono state consegnate. Aspettiamo che vengano sbloccati questi 90 milioni di euro, fermi per delle cose che riguardano la politica, non il comune». Gli autobus dell’Amaco, raggiungeranno Piazza XV marzo da piazza dei Bruzi, Castrolibero e Campagnano. La navetta “Al Volo” sarà disponibile e sulla querelle tutta social del palco montato a Piazza Bilotti e poi smontato Occhiuto taglia corto: «Non c’erano le condizioni di sicurezza adatte, sono valutazioni fatte dal Questore della città. Piazza XV marzo ci permette di garantire delle condizioni che in poco tempo per Piazza Bilotti non avremmo potuto fare». (m.presta@corrierecal.it)

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