IL PREFETTO GALEONE IN ASPETTATIVA. HA GIÀ LASCIATO LA SEDE DI COSENZA

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Lo rendono noto fonti vicine al Viminale. Il nuovo prefetto potrebbe essere nominato già nel prossimo Consiglio dei ministri. Sentita dal pm la donna che l’ha denunciata. L’accusa per Galeone potrebbe essere di induzione alla corruzione

Avrebbe optato per l’aspettativa, il prefetto di Cosenza, Paola Galeone, sotto indagine per induzione alla corruzione dopo i fatti resi noti questa mattina.
Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, avrebbe già lasciato la sede di Cosenza in attesa che, nel prossimo Consiglio dei Ministri, venga designato il successore.

IL CASO Era stata fermata dai poliziotti della Mobile all’uscita da un bar cittadino. Quegli stessi agenti che qualche istante prima avevano documentato la consegna di una mazzetta da 600 Euro, ritrovata poi nella sua borsa. Le banconote erano quelle contrassegnate e fornite dagli stessi agenti ai quali nei giorni precedenti a quel 26 dicembre, sarebbe stato denunciato il fatto.
Dall’altra parte, Cinzia Falcone, presidente dell’associazione “Animed” che si occupa di tutela dei diritti delle donne e responsabile del Centro di accoglienza di Camigliatello Silano, alla quale il prefetto aveva proposto l’accordo qualche giorno prima. Una proposta che la aveva spinta a collaborare con gli investigatori al fine di cogliere sul fatto Galeone. E così è stato.
Secondo la ricostruzione offerta dalla donna, durante una riunione in prefettura, a margine di un colloquio in apparenza ordinario, Paola Galeone avrebbe avanzato la proposta di spartire con lei 1220 euro, il residuo di un fondo di rappresentanza accordato alla Prefettura cosentina che, diversamente, l’ufficio di piazza XI settembre avrebbe dovuto restituire al ministero. Per tale accordo, 700 euro
sarebbero andati al prefetto Galeone, 500 all’imprenditrice. Il prefetto avrebbe così suggerito di approntare una fattura farlocca equivalente (quasi) a quella cifra dandole poi appuntamento subito dopo Natale per concretizzare lo scambio. E durante l’incontro, il prefetto avrebbe inserito una banconota da 100 Euro nello zaino della Falcone per “pareggiare” i conti.
Gli inquirenti cercano anche di ricostruire l’intertempo tra la richiesta pervenuta dal prefetto alla stessa Cinzia Falcone e la sua scelta di denunciarla A più riprese l’imprenditrice ha dichiarato di essere rimasta colpita e turbata dalla richiesta arrivatale dal prefetto e che, proprio per questo, avrebbe deciso di recarsi in Questura per denunciare l’accaduto. La ricostruzione potrebbe essere utile a qualificare la fattispecie costituente il capo d’accusa del prefetto. Dal momento della denuncia é scattata un’informativa alla Procura e la conseguente inchiesta in cui il prefetto Galeone é indagato per corruzione.Per questi motivi, Cinzia Falcone è stata comunque ascoltata dal Pm, Domenico Frascino, in presenza dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Aldo Cribari. Ma si tratta di una mera formalità stante comunque la volontà della donna di denunciare il fatto. Motivo per il quale, la sua posizione potrebbe essere archiviata.

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