LOCRIDE: UN “GIRO” DI AUTO DI LUSSO MA NESSUNO PAGAVA L’IVA

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“Fulcro” dell’inchiesta un commerciante di Ardore

La Procura di Locri ha chiuso le indagini su un giro di evasione dell’Iva sull’acquisto di autovetture in gran parte provenienti dalla Germania, con conseguente reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Sono 59 gli indagati presenti nell’avviso a firma del pubblico ministero Ezio Arcadi, che contesta a vario titolo e con modalità differenti reati che vanno dalla falsità ideologica alla sostituzione di persona, dall’uso di atto falso alla truffa aggravata appunto, e altri reati ancora.

Gli indagati sono in gran parte residenti nella Locride, tra Bovalino, San Luca, Ardore e Bianco, e qualcuno anche in altre località della provincia di Reggio Calabria.

Secondo l’ipotesi accusatoria, un’associazione dedita alla truffa si sarebbe avvalsa della partita Iva di un commerciante di Ardore, attraverso il quale si procedeva ad acquistare in Germania autovetture in regime di esenzione Iva. Le macchine, generalmente di grossa cilindrata, una volta vendute in Italia, avrebbero dovuto essere assoggettate all’imposta. Senonché i veicoli acquistati con la modalità sopra indicata venivano poi immatricolati nel territorio nazionale avvalendosi di false certificazioni e contratti di cessioni di veicoli tra privati in maniera tale che compratore finale figurasse sempre un soggetto privato avente diritto all’esenzione dell’Iva.

In tal modo i veicoli andavano a ricevere la targa italiana pur in difetto del pagamento dell’Iva, che di per sé avrebbe dovuto essere ostativo alla nazionalizzazione. Il che si verificava, in particolare, in occasione dell’acquisto e successiva rivendita di autovetture per le quali si ricorreva, generalmente, all’artificio di acquistare il veicolo in esenzione di Iva, tramite la partita Iva assegnata al commerciante ardorese, ed immatricolando l’auto come se la vendita fosse avvenuta tra due privati inducendo in errore l’Amministrazione finanziaria in ordine all’avvenuto adempimento degli obblighi fiscali, in tal modo assicurandosi un ingiusto profitto.

Il commerciante e rivenditore di autovetture, con sede ad Ardore, inoltre, avrebbe omesso la presentazione delle dichiarazioni dei redditi relativi agli anni d’imposta 2015, con Iva evasa pari a 59 mila euro, e nel 2016, con Iva evasa pari a poco meno di 96 mila euro. Per evadere le imposte l’indagato avrebbe occultato e/o distrutto la documentazione contabile, relativa alla ditta individuale, oggetto di richiesta da parte dell’Agenzia delle Dogane.

Il pubblico ministero oltre ad avvisare dell’avvenuta chiusura delle indagini del procedimento penale rappresenta agli interessati della possibilità di prendere visione della documentazione relativa a quanto espletato dagli investigatori e depositata presso la Procura. Gli indagati hanno la facoltà, nel termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti chiedere al pm il compimento di atti di indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.

ROCCO MUSCARI – Gazzetta del sud

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO
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