L’OSPEDALE DI LOCRI ACCOGLIE LA NUOVA TAC MA IN CORSIA MANCANO I RADIOLOGI

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Giunta, ieri mattina, all’ospedale spoke di Locri la nuova Tac. La consegna del fondamentale apparecchio è stata salutata con un sospiro di sollievo dal primo cittadino, Giovanni Calabrese. «Finalmente – afferma l’amministratore – abbiamo il nuovo apparecchio Tac. Un piccolo ma importante risultato è stato conseguito con la speranza che prima o poi possa tornare tutto alla “normalità” che da tempo invochiamo». Il sindaco di Locri chiude la sua dichiarazione sottolineando che «adesso si attende l’arrivo della risonanza magnetica che il direttore sanitario aziendale Antonino Bray, pochi minuti fa, mi ha garantito che verrà consegnata all’inizio del nuovo anno».

Nonostante il sospiro di sollievo del primo cittadino locrese, l’arrivo del fondamentale apparecchio diagnostico non ha contribuito a far cessare completamente le “contestazioni” verso il modus operandi del vertice aziendale e soprattutto di quello dei tecnici dell’Asp reggina sulla situazione in cui versa la Radiologia di Locri.. La prima “osservazione” riguarda la circostanza che «arrivano le nuove apparecchiature di diagnostica ma mancano i medici». Infatti, in servizio oggi presso la Radiologia di Locri ci sono soltanto due medici radiologi, uno dei quali con limitazioni, che non sarebbero ancora stati aggiornati sull’utilizzo delle due nuove apparecchiature.

L’altra e più articolata “osservazione” mossa ai vertici dell’Asp reggina riguarda la circostanza che l’azienda con l’acquisto della nuova Tac, «senza consultare i medici del settore», ha deciso di dare in permuta il vecchio macchinario. «Sarebbe invece stato più opportuno – evidenziano sia il segretario territoriale dell’Uil Fpl, Nicola Simone, che gli addetti ai lavori – continuare a tenere i servizio la vecchia Tac». A tal proposito è stato sottolineato che la «vecchia Tac è ancora in buone condizioni e poteva essere impiegata come “muletto” nei momenti in cui la nuova Tac dovrà essere sottoposta a manutenzione ordinaria e straordinaria o a qualche riparazione». Fra l’altro, nonostante sia stata consegnata la nuova Tac agli ospedali di Locri e di Polistena, «entrambi per un certo periodo saranno sostanzialmente senza Tac».

Infatti, mentre l’ospedale di Polistena il macchinario non è stato ancora collaudata, a Locri occorreranno alcuni giorni per impiantare lo strumento ai quali occorrerà aggiungere quelli necessari per far “conoscere”, agli operatori sanitari della Radiologia, il nuovo apparecchio diagnostico. «E poiché anche l’ospedale di Polistena si trova nella medesima situazione – denunzia Simone – i due più importanti territori della provincia reggina durante questa fase prenatalizia non potranno utilizzare le nuove apparecchiature diagnostiche. Una situazione che ha dell’incredibile».

PINO LOMBARDO (Gazzetta del Sud)

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