MONASTERACE – BIVONGI (RC): I POLIAMBULATORI PERDONO PEZZI E I PAZIENTI SONO DISORIENTATI

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I poliambulatori di Monasterace e Bivongi perdono pezzi e i pazienti sono disorientati, senza assistenza sanitaria e costretti ad “emigrare” verso l’Asp di Catanzaro e nello specifico verso i poliambulatori di Badolato e Soverato. Una situazione insostenibile per un bacino di utenza di circa diecimila abitanti già fortemente penalizzata in passato  per la riduzione dellebranche specialistiche e che al momento si sono ridotte da 10 a 7 considerato che da qualche mese non c’è  più il dermatologo, il  cardiologo e il diabetologo. In un territorio come quello della Vallata dello Stilaro dove,soprattutto per il diabete,  è stabilito un primato negativo del quale nessuno ancora ne ha rilevato le cause e con alti fattori di rischio. “Ciò che un tempo era presidio sanitario di frontiera con 26 medici specialisti – ci dice qualche operatore sanitario della struttura del poliambulatorio – ora rischia  di essere fortemente penalizzata e a nulla valgono le continue richieste di avvicendamento del personale sanitario che per motivi diversi non sono più in forze nei poliambulatori di Monasterace e Bivongi”.  Per queste assenze in particolare  il poliambulatorio di Bivongi, inaugurato solo a settembre del 2013, passa ora da quattro branche specialistiche a due con i soli reparti di  fisiatria e geriatria oltre al centro prelievi in funzione un solo giorno la settimana. Delle tre guardie mediche notturne e festive di Stilo, Pazzano e Bivongi è rimasta, da diverso tempo ormai,  solo quella di Pazzano e quando l’unico medico di turno è in visita domiciliare occorre aspettare il suo rientro che a volte diventa estenuante e, in alcuni casi, superato dagli eventi. Pensare che qualcuno di recente stava considerando l’ipotesi di richiedere anche uno sportello oncologico e ortopedico per potenziare la struttura di Bivongi ma,, di questo passo, c’è il fondato sospetto che, nel caso in cui anche gli ultimi due specialisti vadano via,  tutto porti alla chiusura e questo sarebbe un grave errore  tenuto conto che il territorio è composto da un’alta percentuale di anziani e, in parte, impossibilitate ad essere trasportati.  Del caso ora pare si stiano interessando le rispettive amministrazioni comunali per fare fronte comune a questo continuo depauperamento di servizi sul territorio e specie per quanto attiene la sanità poiché “la salute è diritto di tutti, tutelato dalla Costituzione italiana” dove “il Servizio sanitario nazionale è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’art.32 della Costituzione” ma questo, per i cittadini della Vallata dello Stilaro, che si trovano a 50 chilometri dal primo presidio ospedaliero,  è solo un enunciato riportato, guarda caso, nella pagina istituzionale del Ministero della Salute.

GIORGIO METASTASIO (dal Quotidiano del Sud)

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