OSPEDALE SEMPRE PIÙ IN CRISI, CISL PRONTA A SCENDERE IN PIAZZA

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Sera e Rubino a muso duro:i lavoratori del presidionon possono resistere oltre

Il segretario generale e quello aggiunto della Cisl Fp di Reggio Calabria, rispettivamente Vincenzo Sera e Giuseppe Rubino, in una nota congiunta bacchettano i vertici regionali ed aziendali “rei” di non assumere alcuna posizione sul continuo peggioramento l’ospedale spoke di Locri causato dal ridottissimo organico di cui, da tempo, è dotato.

I due segretari cislini, che già lo scorso 17 dicembre avevano inviato una nota, rimasta inascoltata, al commissario Saverio Cotticelli, avente come tema «il personale dell’ospedale di Locri», sottolineano adesso che la commissione straordinaria dell’Asp, «si è chiusa a qualsiasi confronto e si è costretti ad assistere inermi alla progressiva involuzione che sta subendo l’Azienda, mai più grave e mai più repentina dell’attuale». Sera e Rubino annunciano che «poiché i lavoratori non possono resistere oltre», si scenderà in piazza. Quindi evidenziano i gravi disservizi che ogni giorno incombono sui dipendenti del nosocomio locrese e di riflesso sugli utenti. «I lavoratori – scrivono Sera e Rubino – sono stanchi di non poter coprire i turni, di non avere figure dirigenziali e quadri di riferimento, di non veder attivata alcuna strategia di organizzazione, di subire vessazioni da figure che nonostante le denunce e le segnalazioni di anni di conflitti e soprusi rimangono al loro posto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti». I due segretari, nel sottolineare che «la disperazione è tanta», mentre «la fiducia ormai è venuta meno», denunciano che «solo sulla carta esistono e funzionano unità operative a singhiozzo, solo come parvenza di non chiusura». Secondo Sera e Rubino, ancora, «i dipendenti dell’Asp sono quanto mai esposti alle aggressioni di chi, nell’emergenza, non può comprendere il sottodimensionamento delle dotazioni organiche, i turni stressanti che durano il doppio e il triplo del previsto, l’assenza di livelli di organizzazione e responsabilità». Evidenziando che le condizioni dell’ospedale di Locri non sono diverse da altre realtà della stessa Asp, i due sindacalisti sottolineano quindi le gravi condizioni in cui versano alcuni reparti fondamentali del nosocomio locrese: Pediatria «naviga a vista», la Medicina generale «è abbandonata a se stessa ed inspiegabilmente non è stata dotata di un facente funzioni».

I due segretari non solo si domandano «per quanto tempo le eccellenze dell’ospedale potranno resistere all’abbandono e alla disorganizzazione», ma si chiedono anche «quanto ancora si può pretendere dall’Emodialisi, dai Reparti Chirurgici, dall’Area dell’Emergenza-Urgenza, dall’inferno che si vive in Utic, dalla condizione assurda in cui viene lasciato il Pronto soccorso che non può sostenere l’afflusso di chi non ha altra scelta per essere preso in carico. I servizi – affermano i due segretari – sono quasi privi di dirigenti medici e dirigenti biologi, infatti la Radiologia ha solo due radiologi in servizio che non possono assicurare la regolare copertura dei turni, il Laboratorio analisi ha di fatto solo due biologi e un carico di lavoro aumentato particolarmente per l’afflusso esterno, il Centro trasfusionale ha gravi carenze di Tecnici di laboratorio». Ma anche altri reparti «si reggono per i sacrifici e i rischi a cui si sottopongono le poche unità esistenti».

p.l. -gazzetta del sud

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