RADIOLOGIA, LA TAC È PRONTA MA ANCORA NESSUNO SA USARLA

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L’Asp tarda a iniziare il corso di formazione

Anche la Radiologia dell’ospedale di Locri si è dunque rinnovata. Giovedì scorso è stata collaudata la nuova Tac consegnata il 10 dicembre al nosocomio locrese. Per il momento, però, il reparto continuerà a non poterla utilizzare. Il moderno apparecchio diagnostico, infatti, pur essendo perfettamente funzionante, non potrà svolgere il lavoro per cui è stato installato perché occorre prima effettuare la formazione del personale medico che la dovrà utilizzare. Formazione che deve essere ancora effettuata, e non si sa quando lo sarà.

Eppure il personale medico in servizio nel reparto, ben conoscendo la necessità della formazione, aveva evidenziato l’opportunità di prevedere che essa venisse effettuata durante l’installazione dell’apparecchio. Ma la richiesta non è stata accolta, e adesso si dovrà attendere che venga programmato ed effettuato l’aggiornamento professionale necessario col rischio, quasi una certezza, che esso sia messo in calendario per dopo le feste natalizie. Cià dal momento che ancora oggi non si sa quando questo aggiornamento del personale si farà.

Sarà questione di giorni o settimane, comunque. Quel che è certo è che con il collaudo effettuato giovedì scorso, almeno un obiettivo è stato raggiunto. Sono state rispettate le promesse effettuate dal direttore sanitario aziendale, Antonino Bray, che aveva assicurato che la Tac sarebbe stata collaudata entro il 20 dicembre. Qualche polemica non è comunque mancata, visto che collaudo del nuovo e moderno apparecchio diagnostico è avvenuto in assenza dei vertici dell’Asp reggina. Ad assistervi, al di fuori dei tecnici che dovevano sottoscriverlo, c‘era soltanto il direttore facente funzioni della Radiologia, dott. Elvio Sansotta. La nuova Tac, una Toshiba-Kanon, è un potente apparecchio diagnostico che con le sue 80 slide è quasi tre volte più potente del vecchio apparecchio che di slide ne aveva soltanto 32.

Ovviamente neanche l’ormai prossima messa in opera dell’importante apparecchio diagnostico ha contribuito a far cessare completamente le “contestazioni” che operatori sanitari e segreteria territoriale della Uil-Fpl rivolgono sia al modus operandi dell’Asp reggina nella vicenda dell’acquisto, installazione e collaudo della Tac, fondamentale apparecchio diagnostico per garantire al top i Livelli essenziali di assistenza (e forse con il nuovo anno arriverà anche la Risonanza magnetica), sia alla grave carenza di medici che ancora continua ad affliggere la Radiologia locrese. Infatti in servizio oggi in reparto, evidenziano gli operatori del settore, «ci sono soltanto due medici radiologi, uno dei quali con limitazioni», tra l’altro ovviamente «da aggiornare sull’utilizzo della nuova Tac».

Mentre la segreteria territoriale della Uil-Fpl, esterna qualche perplessità sia sulla correttezza dell’acquisto delle Tac di Locri e di Polistena, «diverse per potenza e per costo», sia sul fatto che sia stata data in permuta la vecchia Tac non andando incontro alla richiesta del direttore del reparto che intendeva acquistare l’apparecchio «per poi donarlo al reparto e, in momenti di necessità, utilizzarlo come “muletto”».

Anche la Risonanza è un “caso”

Dando per acquisita la Tac, in ogni reparto di Radiologia che si rispetti non può mancare la Risonanza magnetica, altro fondamentale strumento di diagnostica per immagini.

L’apparecchio è stato acquistato nel 2017, ma non è stato ancora installato, formalmente perché occorre trovare locali idonei a ospitarla, o realizzarli di sana pianta. L’apparecchio infatti pesa tonnellate, ed ha bisogno di molto spazio e anche di isolamenti per campi magnetici, camera di sicurezza e una camera per i pazienti. E per quanto incredibile possa sembrare, a Locri anche la scelta di una stanza per la RM è motivo di polemiche. E dei soliti, immancabili ritardi.

SERVIZIO DI NICODEMO BARILLARO
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