SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLO SCOGLIO: INCONTRO DI PREGHIERA PRESIEDUTO DAL VESCOVO, MONS. FRANCESCO OLIVA E L’EVANGELIZZAZIONE DI FRATEL COSIMO

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IL VESCOVO OLIVA E FRATEL COSIMO

Sabato 4 gennaio, il santuario Nostra Signora dello Scoglio ospiterà un incontro particolare di preghiera, come sempre presieduto dal Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, monsignor Francesco Oliva. Fratel Cosimo, fondatore del santuario mariano noto in tutto il pianeta, effettuerà, come al solito,  una evangelizzazione ed eleverà una preghiera di intercessione per la guarigione dei malati e dei sofferenti. Riportiamo, intanto, qui di seguito, la sua interessante catechesi, registrata integralmente e sbobinata, da lui tenuta il primo sabato del mese di dicembre, in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Dopo aver invitato, tutta l’assemblea, a elevare un’Ave Maria, Fratel Cosimo ha detto:

“Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, pellegrini e devoti di Nostra Signora dello Scoglio giunti in questo Santuario mariano, per venerare la Madre del cielo, a tutti voi rivolgo un saluto di pace e di gioia nel nome del Signore. Oggi, primo sabato del mese di Dicembre, nonché vigilia della solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ci ritroviamo riuniti sotto il suo sguardo amorevole per esprimerle ancora una volta tutto il nostro amore e la nostra gratitudine. Domani, seconda domenica del tempo di Avvento, tutta la chiesa celebra la solennità, come abbiamo detto, dell’Immacolata Concezione, solennità mariana per eccellenza del tempo di Avvento, tempo forte di attesa nella fede, che vuole predisporci a vivere con lo stesso cuore Immacolato della Madre, la venuta e l’accoglienza di Gesù Cristo nella nostra vita, cioè il Santo Natale del Signore. Proprio con questi sentimenti vogliamo ora ascoltare quanto descrive l’Evangelista Luca al c. 1 partendo dal v. 26 fino al v. 31: “In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una Vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Fratelli e sorelle, abbiamo appena ascoltato dal Vangelo di Luca la presentazione chiara che egli fa riguardo l’annuncio portato dall’angelo Gabriele alla Vergine Maria di Nazareth. Si, è proprio qui, nell’oscuro villaggio di Nazareth, che viene mandato da Dio l’angelo Gabriele, il quale si ferma in una povera casa, ma per quale motivo lo fa? Certamente per chiedere udienza e allo stesso tempo inchinarsi, lui che sta al cospetto di Dio, dinnanzi ad una giovane donna, umile e semplice, il cui nome è Maria, e non è un nome diverso da quello portato da altre ragazze dello stesso villaggio. Teniamo bene in considerazione che dallo splendore dei cieli, l’angelo Gabriele passa nello squallore pulito di una casa, dove tutto è piccolo e allo stesso tempo ordinato e semplice. Eppure se vogliamo, egli è il messaggero divino, le parole da lui pronunciate alla Vergine di Nazareth non sono sue, ma provengono Dio. Egli la saluta e la riverisce con una espressione che non è stata e ne sarà rivolta mai ad alcuno essere umano e ne angelico: “Ti saluto… Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te”. E la pienezza di grazia, se riflettiamo a fondo e bene su queste parole, è nella Vergine Maria, non da quel momento, poiché non è l’angelo che gliela porta come ambasciatore di Dio; è in Lei da sempre, da quando è stata concepita nel grembo della sua madre Anna. Questo è l’immacolato concepimento della Vergine. Da quel giorno in cui la Vergine Maria ricevette dal messaggero celeste il lieto annunzio, la Vergine Nazarena, così mi piace chiamarla, sarà se vogliamo, una Madre speciale, anzi direi, unica: Su di Lei scenderà lo Spirito Santo di Dio che è la potenza dell’Altissimo, su di Lei stenderà la sua ombra e sarà madre. Colui che da Lei nascerà, sarà, allora, il Figlio di Dio, il Santo, il Messia atteso da una Madre Vergine secondo la profezia del Profeta Isaia contenuta nel suo Libro al c. 7 v. 14: “Ecco: la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio che sarà Dio con noi, l’Emmanuele”. La Vergine Maria nel pronunciare il suo si a Dio è destinata a diventare la Madre del Signore, cioè dell’atteso Messia Salvatore, annunciato dai profeti. Miei cari, noi tutti come genere umano dobbiamo essere felici di sapere che il Figlio di Dio ha voluto diventare uomo nel grembo della Vergine per salvarci, e Lei è divenuta Madre di Gesù Cristo e anche Madre nostra. Gesù stesso, proprio qualche momento prima di morire, l’ha proclamata nostra madre dall’alto della Croce. Egli ha affidato a Lei tutta l’umanità, e vuole portare alla salvezza tutti gli uomini per mezzo di Lei. Nell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo al c. 12 v. 1 la Parola di Dio dice: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle”. Miei cari fratelli e sorelle, questa donna di luce, luminosa, vestita di sole, come viene descritta da S. Giovanni nell’Apocalisse, è proprio Lei, l’Immacolata Concezione, la Madre intemerata del promesso Messia, il Salvatore dell’umanità. La festa dell’Immacolata che celebreremo domani vuole ricordarci in mezzo a tanto orgoglio, a tanta arroganza, prepotenza e superbia umana, la virtù della semplicità, della modestia, della sincerità e della purezza. Virtù antiche se vogliamo, ma direi sempre nuove. Virtù oggi facilmente dimenticate. Virtù di cui spesso ci vergogniamo. Purtroppo, siamo sempre meno capaci di apprezzare la virtù della semplicità e della purezza, bombardati, tartassati come siamo da tante cose negative che il mondo ci offre. Dice l’Apostolo delle genti San Paolo di Tarso nella sua Lettera agli Efesini c. 1 v. 4 e 5: “Dio ci ha scelti per essere santi e immacolati predestinandoci ad essere suoi figli”. Siamo dunque figli di Dio. Questa è la nostra vocazione. Proprio questo dobbiamo essere, seguendo l’esempio della Vergine Maria, modello che ci dobbiamo sforzare di imitare. Domandiamo oggi al Signore un cuore semplice e puro come quello di un bambino, poiché Gesù ha detto: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli”. Miei cari, ricordiamoci sempre che la via della semplicità e dell’umiltà è la vera strada della vita. E questa umiltà la Vergine Maria la esprime in prima persona nel Cantico del Magnificat quando dice: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva”. E’ proprio questa la via che oggi ci indica la Vergine Maria Immacolata. Nel mare tempestoso, burrascoso di questa vita terrena, volgiamo spesso il nostro sguardo all’Immacolata Vergine Maria, Aurora di grazia e di salvezza, ed Ella col candore della sua luce fulgida, rischiarerà le tenebre del nostro aspro e faticoso cammino, e continuerà a farlo fino al giorno in cui giungeremo a quel tanto sospirato porto del Regno dei cieli. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo!”     

Il programma della giornata di preghiera del 4 gennaio
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