«SI SONO INVENTATI CHE SONO MASSONE». BUFERA NEL M5S PER DUE ESCLUSIONI

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Due esclusioni inattese dalla lista del M5S per le Regionali scuotono una base grillina già agitata per alcune scelte che ritiene calate dall’alto. Due candidati selezionati attraverso il voto online non ci sono più. Uno perché «qualcuno si è inventato che sarei iscritto alla massoneria», l’altra – semplicemente – non riesce a spiegarsi perché. Le storie di Giuseppe Antonio Germanò e Rosella Cerra non sono casi isolati. Tra il voto degli attivisti (che si tratti di Comunali o Politiche) e gli elenchi ufficiali delle candidature c’è quasi sempre qualche sorpresa, qualche imprevisto. Le Regionali non fanno eccezione.
«IO MASSONE? UNA BUFALA» Giuseppe Antonio Germanò è insorto – e assieme a lui non pochi attivisti – nel pomeriggio di sabato, quando il “niet” nei suoi confronti è diventato ufficiale. «Voglio sappiate – scrive su Fb l’avvocato di Palmi – che vengo escluso dai candidati consiglieri regionali del MoVimento 5 stelle perché qualcuno si è inventato che io sarei iscritto alla massoneria». La circostanza, spiega, «è piu falsa della banconota da 500 euro del mago di Loreto,  in quanto io non sono mai stato iscritto alla massoneria (ma rispetto chi, per sua scelta, lo è)». Germanò ritiene piuttosto che la sua candidatura fosse «scomoda o temuta per qualcuno al punto da indurlo ad affermare il falso contro di me. Tuttavia, ancora più grave ritengo sia il fatto che coloro preposti al controllo dei candidati non si siano accorti di una tale falsità o, cosa ancor più grave, si siano prestati al “gioco”. Costoro, se non hanno errato nelle loro verifiche  (scambiando me per un altro, appunto “aliud pro alio”, poiché esisterebbe almeno un caso di quasi omonimia) allora hanno voluto togliermi di mezzo».  La delusione è il preludio a un addio al Movimento, i cui controllori sono tacciati di «incapacità» o «slealtà».
«ESCLUSA SENZA MOTIVO» Catapultata fuori dalla lista anche Rosella Cerra, storica attivista lametina in prima linea nelle battaglie per l’acqua pubblica e per la parità di diritti tra Nord e Sud. Anche lei si sfoga sui social: «Sono stata esclusa senza una chiara motivazione ed in queste ore chiederemo lumi a coloro che hanno gestito la campagna elettorale in Calabria. Grazie del sostegno che continuate a darmi e delle chiamate di solidarietà che ho ricevuto. Seguirà un post più esplicativo». In attesa di chiarimenti resta l’agitazione nella base del Movimento. Ormai non è una novità.

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