Gio. Gen 21st, 2021

La delibera votata dall’esecutivo nello stesso giorno della notifica dell’avviso

L’amministrazione comunale si costituisce parte civile nel procedimento denominato “Riscatto” che vede indagate ben 22 persone che, con l’avallo di qualche storica famiglia ‘ndranghetista di Locri, avrebbero “occupato” il cimitero cittadino.

Come si ricorderà l’indagine portata avanti dai dei Carabinieri e della Guarda di Finanza e chiusa lo scorso 2 agosto, ha preso avvio dalle denunce del sindaco e della giunta in merito al fenomeno dell’assenteismo e del malaffare che da trent’anni avrebbe imperversato nel cimitero cittadino.

Le verifiche effettuate dai vigili urbani e dagli operatori dell’Ufficio tecnico comunale avevano fatto emergere l’irreale situazione caratterizzata da una edificazione selvaggia e abusiva, che avrebbe reso «difficoltosa e inefficace la manutenzione del cimitero».

L’udienza preliminare è stata fissata, a Reggio Calabria, per il prossimo 21 gennaio. Lo scorso 3 gennaio è stato notificato l’avviso di fissazione che identifica il Comune di Locri e il sindaco quale parte offesa. Senza indugio alcuno, lo stesso pomeriggio del 3 gennaio, il primo cittadino di Locri, Giovanni Calabrese, ha convocato l’esecutivo municipale che, all’unanimità, ha deliberato la costituzione di parte civile nell’instaurando processo penale.

Ieri, nel diffondere la notizia, l’amministrazione cittadina ha rinnovato grande apprezzamento e forte riconoscenza alle forze dell’ordine per l’operazione “Riscatto” «che – ha affermato Calabrese – ha consentito di liberare il cimitero cittadino dal dominio di alcune note famiglie malavitose che con il loro fare criminale hanno creato imbarazzo ai vivi e oltraggiato i defunti».

Nel frattempo «continuano le verifiche dell’Ufficio tecnico anche in virtù delle numerose denunce dei cittadini che, grazie all’intervento delle forze dell’ordine, sentendosi finalmente liberi, hanno trovato il coraggio di denunciare». Ultima denuncia, in ordine di tempo, quella pervenuta al sindaco nelle scorse settimane da parte di una cittadina che ha segnalato la scomparsa della tomba di due familiari morti all’inizio degli Anni ’60.

Immediata la segnalazione all’Arma dei Carabinieri da parte del sindaco. Da successivi controlli effettuati da parte dell’ufficio è emerso che sopra «la preesistente tomba era stata realizzata una nuova tomba, ceduta dietro dubbia procedura ad altre persone». Quest’ultimo caso «di scempio e di situazioni ambigue e dubbie verificatesi all’interno del cimitero cittadino per opera di pericolosi criminali con evidenti complicità all’interno del palazzo municipale», ha stimolato l’amministrazione comunale ad intensificare le verifiche che, come annunciato sempre ieri dal sindaco, andranno avanti senza tentennamento alcuno.

L’inchiesta ha preso il viadalle denunce presentateda sindaco e giunta

Calabrese: proseguiràl’azione di bonifica

«Continueremo nell’azione di bonifica, senza scampo alcuno e sempre più convinti che, con il supporto delle forze dell’ordine si potrà continuare il percorso di legalità intrapreso», ha detto il sindaco Calabrese in merito alla passata gestione del cimitero di Locri, finito al centro dell’inchiesta “Riscatto”.

«Molte – ha aggiunto il primo cittadino – sono le problematiche che hanno attanagliano e attanagliano il nostro territorio, ma con schiena dritta e perseveranza potremmo consegnare alle future generazioni una terra più giusta e un posto in cui si potrà vivere senza paura di dover scappare a causa del malaffare».

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO
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