CAFFÈ MAURO, CON CAPUA È RITORNO AL FUTURO. E DA OGGI È OFFICIAL SPONSOR DELLA REGGINA

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«Impresa risanata e con un grande avvenire: stiamo lavorando a un progetto stile-Starbucks». Felice per l’accordo con la capolista di C: è il coronamento di una storia d’amore

La parola chiave è resilienza. Quella capacità di resistere agli urti della vita e di ripartire, con caparbietà, più forti di prima. Trasformare, con tanto lavoro, le difficoltà contingenti in splendide opportunità di crescita. E così la Caffè Mauro ha festeggiato i suoi primi 70 anni. Un traguardo storico, che segna una vita di impegno e sacrificio, ma anche una storia di orgoglio intrisa di regginità. Un marchio – quello del Caffè Mauro – che ha uno sfondo amaranto, che non è un capriccio cromatico ma è un simbolo ricco di significato per chi non si limita a vedere le cose in superficie ma sa guardare in profondità andando oltre alle apparenze.

Oggi alla guida della Caffè Mauro c’è Fabrizio Capua, 52 anni spesi tra studi di economia e lavoro in aziende, un manager che ha risollevato la storica azienda riportandola ai fasti del passato. Un ritorno al futuro che oggi vale 20 milioni di euro di fatturato annuo, un centinaio di dipendenti (indotto compreso), 3,5 milioni di chili di caffè “a tostatura lenta” con la metà esportati in 60 Paesi. Un piccolo miracolo italiano in salsa reggina.

«Non è stato semplice tornare in auge ma ci siamo riusciti – afferma Capua riavvolgendo il nastro della memoria -. Oggi il futuro ci sorride ma per arrivare a questo punto abbiamo lavorato sodo, abbiamo pagato tutti i creditori al 100% e rimborsato anche le banche. Nel 2008 siamo entrati in punta di piedi in quest’azienda con grande rispetto per la famiglia Mauro, per la sua storia e per tutto quello che aveva fatto. Ho lavorato con Maurizio, che è mio coetaneo e conoscevo già bene, e mi sono fatto un’idea chiara di quello che c’era bisogno in azienda. Siamo partiti convinti che potevamo restituire a Reggio un’impresa sana e con un grande avvenire. Pur essendo sull’orlo del precipizio abbiamo investito nella qualità acquistando il migliore caffè del mondo in India, Etiopia e Brasile. E la qualità ci ha ripagato».

Fabrizio Capua nasce in una famiglia di grandi imprenditori. Acquisire imprese in crisi, risanarle e rimetterle sul mercato fa parte del suo Dna. Quest’anno è stato anche il ventennale della tragica scomparsa di del padre di Fabrizio, Giovanni Capua che è stato uno dei grandi a livello globale del mondo “Coca Cola”. «Da lui ho ereditato lo spirito positivo. Tuttavia ancora oggi avverto la sua assenza, ritengo che la sua sia stata una morte ingiusta. Aveva ancora tante cose da fare», ricorda Fabrizio che appena trentenne si è ritrovato investito di un pesante carico di responsabilità impressionante. E anche in quel caso Fabrizio ha dovuto dar fondo a tutta la sua resilienza.

Dallo stabilimento di Campo Calabro della Caffè Mauro si domina tutto lo Stretto: un panorama mozza fiato, di quelli che allargano il respiro e l’orizzonte. «Oggi la Mauro continua a crescere in Italia, aumentando le proprie quote di mercato grazie anche all’ingresso nelle principali catene della grande distribuzione. La prossima sfida con cui intendiamo misurarci – afferma Capua – sarà quella di realizzare nei prossimi anni un progetto di caffetterie stile “Starbucks”. Stiamo studiando approfonditamente il progetto ma credo che la via sia ormai tracciata, prima in Italia e poi all’estero iniziando da Israele e poi guardando all’Europa e agli Stati Uniti. È solo questione di tempo». E di resilienza.

Il legame “speciale” che lega Caffè Mauro alla città di Reggio si è sempre saldato con lo sport. Un aroma vincente, del resto, non poteva non trovare una sua collocazione nel panorama sportivo reggino che grazie al sostegno della Caffè Mauro ha scalato posizioni importanti nel panorama nazionale. Oggi la Mauro sostiene la Viola Basket dei tifosi («mi è sembrato giusto dare una mano a tanti tifosi che non vogliono mollare un sogno», dice Fabrizio Capua) e soprattutto è diventata “official sponsor” della Reggina dei miracoli di Luca Gallo.

Per i tifosi amaranto sarà un po’ un tuffo al cuore venire a conoscenza che la Caffè Mauro e la Reggina hanno di nuovo intrecciato il loro cammino, perché nel recente passato quella sponsorizzazione aprì le porte della Serie A alla Reggina. «Sono felice di questo accordo che abbiamo chiuso – conclude Capua – perché mi sembra il giusto completamento di due belle storie, quella della Reggina e quella della Mauro. Reincontrarsi dopo anni e dopo alcune disavventure vissute da entrambe mi è sembrato il giusto coronamento di una storia d’amore che,in fondo, non si era mai interrotta».

Reggio è sempre sullo sfondo e nel cuore. Così come l’amaranto che campeggia nel marchio dell’azienda del caffè a tostatura lenta. I prossimi 70 anni della Caffè Mauro sono già iniziati bene.

Qualche numero sullo stabilimento Caffè Mauro di Campo Calabro. Sorge su un’area di circa 40 mila mq; 14 silos da 58 mila kg ; 3 tostatrici per il ciclo a “tostatura lenta”; 32 silos per lo stoccaggio del caffè tostato; 3 linee di confezionamento; 2 laboratori interni (1 ricerca e sviluppo e 1 per le più sofisticate analisi qualitative su materie prime e prodotti finiti).

La formazione continua e la ricerca dell’eccellenza della qualità sono poi dimostrate dalla “Accademia del Caffè Mauro”, luogo di formazione e condivisione allestito per ricercare sempre soluzioni innovative e adeguate alle esigenze di mercato, per aggiornare la professionalità degli operatori, nonché diffondere la cultura del caffè presso gli esercenti ed i consumatori. L’Accademia è inoltre uno spazio dedicato al confronto diretto con il consumatore sui nuovi modi di vivere l’esperienza dell’espresso, con nuove occasioni di fruizione. I responsabili dell’Accademia visitano giornalmente il mercato e percepiscono le esigenze dei consumatori, una ricerca mirata di soluzioni innovative. Attenti conoscitori del caffè, monitorano la produzione in ogni sua fase, dalla corretta scelta delle origini, alla tostatura lenta, al prodotto finito.

Piero Gaeta – Gazzetta del Sud

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